PISTOIA – L’Ufficio scolastico regionale (USR) per la Toscana ha reso noti i dati sui posti in deroga per il personale docente su sostegno al fine di assicurare l’inclusione degli alunni con disabilità iscritti nelle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado della Toscana nell’anno scolastico 2025/26.
Per la provincia di Pistoia – spiega la Flc Cgil – aprile erano di 662 docenti in organico di diritto su sostegno per l’anno scolastico 2025/26, e con questo adeguamento si vanno ad aggiungere altri circa 1000 posti su organico di fatto (ovvero con supplenze al 30/6).
(Di seguito la tabella)
| Provincia di Pistoia | ||
| OD | OF | |
| INFANZIA | 31 | 71 |
| PRIMARIA | 209 | 311,5 |
| SEC. I GRADO | 169 | 226,5 |
| SEC. II GRADO | 253 | 390,5 |
| Totale | 662 | 999,5 |
Tale incremento è dovuto al fatto che nella Provincia di Pistoia ci saranno per l’anno scolastico 2025/26 circa 2000 alunni con disabilità, numero che potrebbe aumentare con le certificazioni che arriveranno in corso d’opera.
Questi dati, se confrontati con quelli dell’anno scolastico 2024/25 dove erano stati nominati circa 950 docenti supplenti su posti di sostegno al primo turno di nomina – continua il sindacato – confermano ancora la grande precarietà che colpisce questa categoria, dove il 60% dei docenti ha il contratto a tempo determinato.
“La causa di tutto questo è ovviamente lo scarso interesse (forse meglio dire completamente assente) da parte del Governo a voler investire nell’Istruzione Pubblica – spiega la Cgil – Infine c’è da ricordare che tutto questo organico non stabilizzato va ad incidere inevitabilmente sulla continuità didattica degli alunni e a poco servono i vari decreti emanati dal MIM sulla conferma del docente di sostegno da parte delle famiglie”.
“Tali decreti permetto ai docenti precari che hanno avuto un incarico su sostegno nell’a.s. 24/25, di essere riconfermati anche nel 25/26 nella stessa Istituzione Scolastica; tutto questo senza considerare i punteggi delle graduatorie per il conferimento delle supplenze o i diritti che derivano da alcuni leggi come la L.104/1992 per i lavoratori con disabilità, aprendo così eventuali contenziosi tra docenti”.
Per queste motivazioni la Flc Cgil si è fin da subito opposta a tali provvedimenti anche con impugnazione davanti al Tar “e il Ministero dovrebbe stabilizzare più personale possibile per garantire la continuità didattica (alla quale tiene tanto) e non attuare dei decreti palliativi a costo zero”.







