mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia, intervista ad Adelmo Cervi: “Battiamoci per gli ideali e per la solidarietà”

di Stefano Di Cecio

PISTOIA – Pistoia ha accolto Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei sette fratelli Cervi fucilati dai fascisti il 28 dicembre del 1943 a Reggio Emilia. Adelmo, 80 anni, è stato presente ieri sera al Circolo aziendale Hitachi dove è stato proiettato il docufilm tratto dal suo libro “I miei sette padri”.

Ed è proprio al circolo Hitachi che lo abbiamo intervistato: un’intervista che parte dal dopoguerra e che arriva fino ad oggi. “Battiamoci per gli ideali, la solidarietà, quello che ci unisce. Abbiamo il compito di portare giustizia, non polemizzare” dice Adelmo.

Di seguito l’intervista.

Qual è il ricordo più vivido della tua famiglia? Avevo quattro mesi quando hanno fucilato mio padre. Quindi i miei ricordi partono nel dopoguerra, dopo la Liberazione. Mi ricordo che c’era ancora una parte della casa bruciata. I fascisti, dopo averla circondata, l’avevano bruciata quando sono arrivati per far uscire lui e i suoi fratelli. E’ stata sistemata la parte più importante, anche se non è che ci fossero tanti disposti a ricostruire la casa dei Cervi. Per un po’ di anni è stata abbastanza dura, anche perché era rimasta una famiglia senza uomini a lavorare la terra, mia madre, le mie zie. Nessuno si era potuto avvicinare alla casa perché era una casa di ribelli, una casa di banditi controllata dai fascisti.

C’è un modo di preservare la memoria storica e tramandarla alle generazioni di oggi? La memoria… è da una vita che vado in giro, portando la storia della mia famiglia, il mio pensiero. Adesso trovo sempre più difficoltà. La memoria è importante se ci guida alla costruzione di qualcosa di buono nel presente.

Cosa pensi del Governo attuale di destra? Penso che quello che ci sta accadendo non è la storia dell’ultimo minuto, è una storia lunga, è una storia di errori che abbiamo commesso da sempre. Dopo la Liberazione c’è stata una forte aria di riscossa, di una parte del popolo. A me i populisti non mi piacciono da qualsiasi parte provengano. Il populismo è stato usato male sia a destra che a sinistra e questo è un prezzo che noi paghiamo perché non abbiamo tramandato gli ideali giusti per costruire un mondo diverso. Quelli che hanno dato la vita volevano un mondo di giustizia, di libertà, volevano che ogni persona fosse libera di costruire, di poter esprimersi e decidere del proprio destino insieme agli altri. Da comunista tengo a dire che ci sono stati errori anche a sinistra, la destra fa il suo mestiere e noi non siamo stati capaci di fare il nostro.

Lo vedi uno spiraglio di speranza e di cambiamento? Guarda, io lo spiraglio lo vedo nei giovani che incontro nelle scuole. Sinceramente sono stanco di girare e di vedere solo teste grigie, io voglio vedere anche teste bionde. Voglio la storia dei fratelli Cervi sia conosciuta. Sono questi gli ideali che devi portare avanti, parlando della Resistenza, parlando di quello che abbiamo vissuto. Sono questi i motivi per i quali anche oggi bisogna essere sempre pronti a combattere le ingiustizie enormi che ci sono in questo mondo.

Interessa ancora la memoria? A tanti non interessava anche quando mio padre ha dato la vita, quando è partito con il suo gruppo ha dovuto farlo di nascosto, erano una minoranza. Solo dopo, negli ultimi tempi si è idolatrato la guerra di Liberazione. Mio padre non era solo un antifascista ma era anche un anticapitalista perché aveva capito che il capitalismo era una società ingiusta.

Adelmo Cervi

Tuo padre credeva nella possibilità di poter migliorare la propria vita e quella degli altri? Quando oggi mi dicono “sono momenti duri” mi tocca dire sono stati momenti duri anche per mio padre e ancora prima. Mio padre ed i suoi fratelli erano mezzadri, dovevano lavorare il terreno per dare da mangiare a una famiglia che tra grandi e piccoli erano più di 20. Questo con metà del raccolto, perché l’altra metà era del padrone della terra. Però quello che univa le famiglie contadine era la solidarietà umana. I miei ideali sono sono quelli per i quali ha combattuto mio padre e migliaia di altri compagni. La democrazia è una cosa importante e noi dobbiamo usare la democrazia in modo serio. Usare la solidarietà per capire i veri problemi e costruire un mondo in cui ci sia un rapporto umano tra la gente.

Oggi è tutto più accessibile, siamo forse più prigionieri di prima? Liberi di obbedire ai potenti che abbiamo intorno. Ci dovremmo unire sulle cose fondamentali come la libertà e la giustizia. Un’arma importante ce l’abbiamo da tempo ed è la Costituzione. Penso che dovremmo riprendere in mano la Costituzione e i valori per i quali era nata questa nuova Italia che non è mai nata sul serio. La Costituzione l’hanno scritta tutti i partiti italiani. Per questo a volte dico, abbiamo un’arma e l’abbiamo sempre avuta, perché non l’abbiamo usata? Troviamo mille motivi per litigare ma fermiamoci sulle cose importanti che ci danno la possibilità di unirci.

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