mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia, manifestanti contro il presidente Gelli: minacce e urla. La minoranza lascia l’aula

PISTOIA – Un piccolo gruppo di cittadini per la Palestina ha manifestato nella sala Grandonio del palazzo comunale contro il presidente del consiglio comunale Emanuele Gelli. I consiglieri di minoranza hanno lasciato la seduta. Il presidente Gelli ha fatto denuncia alla Digos.

La delegazione in Consiglio comunale

Cosa è successo.

“Abbiamo aperto questo consiglio comunale per per offrire solidarietà al collega Tosi protagonista di minacce di morte e dai manifestanti oggi che erano in fondo all’aula si è sentito chiaramente augurare minacce di morte – spiega ai colleghi consiglieri il presidente Gelli – Ho già provveduto a segnalare la situazione alla Digos e provvederò a fare formale denuncia. E credo che, in questo contesto, ciò dimostra che non ci siano le condizioni per fare un consiglio comunale aperto sulla Palestina. E pretenderei delle scuse”.

E’ successo che la seduta si è aperta con il primo punto dell’ordine del giorno: la manifestazione per la Palestina e contro il genocidio a Gaza e la richiesta, dei consiglieri di minoranza, di un consiglio comunale aperto sulla questione palestinese.

Il presidente Gelli quindi ha quindi dato il via libera, finito il consiglio comunale, alla conferenza dei capi gruppo per discutere sul tema passando quindi al secondo ordine del giorno: l’approvazione dell’accordo procedimentale tra il Comune e la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia per la definizione degli interventi sul complesso immobiliare Uniser.

Dopo la parola all’assessore Cialdi e, successivamente, alla consigliera comunale di Forza Italia Paola Calzolari, ha preso la parola la consigliera Antonella Cotti del Partito Democratico che è tornata sulla questione della Palestina.

Il presidente del consiglio Gelli ha quindi pregato la consigliera di stare sul tema e di “Non strumentalizzare. Consigliera le devo togliere la parola, non prendiamoci in giro, andiamo al tema. Invito i colleghi consiglieri a non strumentalizzare perché vi ho dato la mia disponibilità a fare una conferenza capi gruppo tra circa due ore”.

Cotti ha ribattuto: “Non è una strumentalizzazione, pensavo che questa trasgressione potesse essere accolta”.

Fuori dall’aula c’erano anche i rappresentanti della Rete pistoiese a sostegno della Global Sumud Flotilla che si sono presentati senza cartelli né striscioni per rispetto delle istituzioni. Fino a quel momento, una protesta silenziosa.

Di fronte al diniego di Gelli, il gruppo dei cittadini è insorto contro il presidente e la minoranza ha lasciato l’aula in segno di protesta.

“La seduta – ribattono i gruppi di maggioranza – è stata bruscamente e violentemente interrotta dal gruppetto di manifestanti che hanno cominciato ad urlare in aula  minacce di morte nei confronti del Presidente del consiglio. E mentre accadeva tutto questo, le minoranze abbandonavano l’aula assecondando un atteggiamento anti democratico e violento”.

“La maggioranza ha dimostrato nuovamente la sua ignavia e scelto di rigettare ogni proposta proveniente dalle minoranze – si legge nel comunicato della rete pistoiese -. Le minoranze hanno allora deciso di lasciare il consiglio e così tutte le cittadine e i cittadini, applaudendo la minoranza e urlando “vergogna” all’indirizzo della maggioranza. Non ci sono stati auguri di morte nei confronti di nessuna e nessuno, invece, uno dei consiglieri di maggioranza ci ha augurato di andare all’inferno. L’allergia di questa destra per la democrazia è evidente e così l’intolleranza verso il dissenso e ogni forma pacifica di manifestazione del pensiero, tanto che la spropositata reazione alla manifestazione pacifica, senza interruzione del consiglio e senza offese, è stata la messa in moto della macchina del fango. La vicesindaca ha espresso parole irripetibili”.

La risposta alle accuse arriverà dalle telecamere della Digos e di Tvl.

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