martedì, Settembre 8, 2026

Pistoia, negozi di vicinato: “Rischiamo una desertificazione commerciale”

PISTOIA – Nuovi segnali preoccupanti arrivano dal fronte del commercio al dettaglio.

Il dato sulle vendite segnalato da Istat i primi giorni di maggio (relativo al primo trimestre 2023) registra, ancora una volta, andamenti sotto lo zero se considerati in volume e in confronto con il 2022, a segnalare il fatto che le vendite in valore sono ‘drogate’ dall’alto livello dell’inflazione.

E’ quanto evidenzia in una nota Confesercenti Pistoia.

“Di questo passo, la nostra previsione che il 2023 si chiuderà con un calo del volume delle vendite del -2,5% rischia di essere ottimistica: un crollo di cui risentiranno soprattutto i piccoli commercianti. Questo fa sì che il commercio di vicinato continui a soffrire e che cessino diverse attività anche a Pistoia”.

Confesercenti sottolinea che il decremento nel numero delle imprese commerciali nel territorio provinciale, nel triennio 2020-2022, è di oltre il 10% per i settori dell’abbigliamento e calzature, ambulanti, distributori di carburanti e bar. Solo la ristorazione vede un leggero segno più, mentre l’exploit riguarda il +58% del commercio via internet.

“Per il commercio tradizionale, quindi, una emorragia che sarà difficile tamponare e, anzi, essendo assolutamente insufficienti gli inizi di nuove attività, il risultato netto potrebbe essere anche una riduzione dei livelli del servizio offerto dai negozi in sede fissa. Le città e i centri minori rischiano pertanto la desertificazione commerciale, sottraendo così alle nostre comunità presìdi insostituibili di vivibilità e sicurezza” continua l’associazione.

Per Confesercenti il taglio del cuneo fiscale annunciato dal Governo non può che dare una boccata d’ossigeno ai consumi.

“Si tratta, però, solo di un primo passo, che rischia di essere insufficiente se non accompagnato da nuove misure a sostegno di famiglie e imprese: riforma del fisco, riduzione della pressione fiscale, defiscalizzazione degli aumenti retributivi.A livello territoriale il commercio deve essere infine collegato in maniera più strutturale al turismo, agli eventi e, più in generale, alla cultura del territorio. Quindi eventi opportunamente promossi per attrarre flussi, una rigenerazione urbana tesa a realizzare servizi e infrastrutture di corredo al commercio (viabilità, marciapiedi, illuminazione). E poi informazione e formazione ai negozi per una sempre maggior presenza sui canali online”.

Leggi anche

1 commento

  1. Non frega un cavolo a nessuno, gli amministratori della città passano per il centro ma fanno finta di non vedere. E il governo che fa? Continua a dare da “bere” notizie finte, non veritiere e milioni di persone credono a tutto quel che dice il governo, perché il governo si e’ spacciato per “governo di patrioti”.
    Ma a giro c’è tanta disperazione, la gente esce meno di casa, non spende più nei negozi, o comprano online o comunuqe non comprano più nelle piccole botteghe.
    C’è pieno di fondi vuoti in tutta la città, pieno di “affittasi” e da un po’ si cominciano a leggere anche dei “vendesi”

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome



ultime in provincia