di Francesco Belliti
PISTOIA – Gara 1 contro Piacenza non sarà stata la più bella delle prestazioni per la Giorgio Tesi Group Pistoia, tanto meno una partita da ricordare in toto per il livello tecnico espresso, ma le indicazioni giunte dal primo successo dei biancorossi in questi play-off potranno essere determinanti per il futuro della serie. Specie se Della Rosa e compagni saranno in grado, in pochi giorni, di correggere i difetti evidenziatisi ieri sera. Ipotesi, ovviamente, ma che si possono ben applicare all’attuale situazione.

Non era un mistero che Piacenza sarebbe partita con uno svantaggio considerevole in questo quarto di finale: la fisicità dei toscani, inteso anche come il tonnellaggio all’interno dell’area, doveva essere da subito la chiave di volta e così, alla fine, è stato. I centimetri e la stazza di Daniele Magro e Jordon Varnado sono stati determinanti nel corso della partita, specie nell’ultimo quarto dove le risorse di energia degli ospiti, già condizionati dalle troppe defezioni, sono andate scemando. Abbiamo già detto, in sede di cronaca, dei numeri dei due lunghi titolari di Pistoia, ma abbiamo omesso alcuni dati che meritano comunque attenzione.
‘Pippo’ e il ‘Cannibale’ hanno prodotto 8 dei 17 rimbalzi in attacco catturati da Pistoia. Un numero, quello totale, molto impressionante ma figlio, appunto, del divario fisico di cui sopra. La cosa che però risulta ancora più importante è il conto dei punti originati da secondi tiri: 23, solo due in meno di quelli segnati in quel quarto periodo che ha consegnato la vittoria ai biancorossi. Eppure, per quanto facile potesse sembrare la soluzione di puntare sui lunghi, la zona 3-2 di Piacenza è servita proprio per intrappolare le torri biancorosse e forzare Pistoia al tiro dalla lunga.
La soluzione trovata nel momento decisivo della gara, ossia quando gli ospiti avevano appena rimesso il muso avanti, è stata quella di posizionare Varnado tra le due linee difensive e non più in attesa di un passaggio in post-basso. Più spazio per ricevere palla, ma anche per passare o tentare di farsi strada verso canestro. A Magro è invece bastato approfittare del parapiglia che si sarebbe creato intorno al suo compagno, il quale sarebbe stato quantomeno raddoppiato. Il gap fisico, come detto, avrebbe poi fatto il resto.
Ma gara 1 è stata vinta anche con la testardaggine, poi premiata, dei tiratori pistoiesi. Piacenza ha sfidato in continuazione i biancorossi al tiro dalla lunga, riservando un trattamento speciale unicamente a Copeland (guardare i momenti in cui è lui a prendersi la conclusione). Prima capitan Della Rosa e infine Saccaggi hanno punito questa scelta, o sarebbe meglio il rischio che coach Salieri e i suoi giocatori hanno deciso di poter correre. La partita di ieri ha mostrato un dato che forse era il più imprevedibile alla vigilia: Pistoia ha tirato molto di più da dietro l’arco rispetto ai suoi avversari, precisamente 35 volte contro 20. Le percentuali, poi, non sono così distanti: 26% per padroni di casa contro il 30% degli ospiti, i quali erano comunque privi di un assoluto specialista come Luca Cesana.
La serie dunque potrebbe essere indirizzata a favore di Pistoia dal punto di vista offensivo, stando a quanto detto sinora. Per chiuderla, invece, servirà qualcosa di più in quella che è sempre stata la specialità di casa Brienza: l’intensità e l’efficacia difensiva. A differenza di tanti altri ottimi attacchi già incrociati, i biancorossi non sono riusciti, in questo primo confronto, ad abbassare drasticamente le medie dei loro avversari. 77 punti, 41% dal campo: ancora troppo vicino ai numeri abituali. Per quanto auspicabile, un’altra gara da 88 punti rimane improbabile. Pistoia dovrà allora portare la serie definitivamente nel suo habitat naturale, cercando di correggere anzitutto il proprio approccio sul pick n’roll di Piacenza. Fermo restando che quest’ultima proseguirà senza dubbio sulla strada intrapresa, a Della Rosa e compagni manca solo la mossa decisiva per imbrigliare i quintetti atipici di coach Salieri. Domani sera vedremo se sarà il caso di sbottonarsi e di preparare lo scacco matto.





