mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia, sabato la riapertura del complesso SS Annunziata: era chiuso dal 2013

PISTOIA  – Tornerà a nuova vita il complesso della SS. Annunziata. Dopo i lavori di restauro iniziati nel 2020, nella mattina di sabato 26 marzo la chiesa sarà restituita alla città e aperta ai visitatori domenica in occasione delle Giornate Fai.

Il complesso era stato chiuso a causa di problemi strutturali nel 2013, costringendo i Padri Serviti a lasciare Pistoia dopo settecento anni.

SS Annunziata Pistoia

Il maxi intervento, finanziato con i fondi 8×100 e col contributo della Fondazione Caript, ha interessato la messa insicurezza di tutte le copertura del complesso parrocchiale, oltre 1.500 metri quadri, il consolidamento del campanile ed il recupero della facciata principale. La copertura della chiesa presentava infatti gravissimi problemi di infiltrazione ed alcune parti strutturali risultavano parzialmente crollate. Anche il campanile minacciava il crollo e la parte sommitale presentava una copertura totalmente compromessa ed un preoccupante quadro fessurativo.

Sono state completamente consolidate e restaurate le 12 capriate “monumentali”, le più antiche risalenti almeno parzialmente, all’originale impianto della chiesa, coperta nel 1274, altre dalla ricca e colorata decorazione realizzate nel corso dell’ampliamento del secolo XV. Tutti i manti di copertura del complesso parrocchiale sono stati ripristinati nella piena efficienza. Il campanile ha oggi una nuova copertura le strutture murarie sono state completamente consolidate e restaurate. La facciata Settecentesca opera del architetto pistoiese Gatteschi ha ritrovato l’originale bicromia e finalmente la croce in ferro battuto, caduta nel 2014 è finalmente tornata al suo posto.

”Questo bellissimo lavoro di recupero – afferma monsignor Tardelli – consegna alla città uno spazio di grande fascino e storia, oltre che riportare a nuovo una parte importante della storia della chiesa di Pistoia che rischiava di essere dimenticata. Gli ampissimi spazi della chiesa che oggi tornano a nuova vita, potranno essere oggetto di idee e progetti per il loro sfruttamento. Un ringraziamento particolare – annota Tardelli – va all’impegno del parroco, don Luca Carlesi, e all’equipe di professionisti che hanno reso possibile il restauro. Un grazie anche alla fondazione Caript che ha partecipato a questo progetto con convinzione e con un contributo davvero generoso”.

”Preservare il patrimonio culturale e artistico del nostro territorio – sottolinea il presidente di Fondazione Caript Lorenzo Zogheri – è da sempre uno dei nostri impegni più importanti. È, dunque, motivo di grande soddisfazione avere contribuito in modo significativo al recupero di una chiesa le cui origini risalgono al XIII secolo e al cui interno sono conservate preziose opere d’epoca barocca. Abbandonare a sé stessa una chiesa così bella, inoltre, vista la sua collocazione, avrebbe significato impoverire tutto il centro storico di Pistoia”.

Il progetto, supervisionato dall’ing. Paolo Bellezza per conto della Diocesi, è stato redatto dall’arch. Simone Martini in collaborazione con l’ing. Michele Vienni. Dopo l’affidamento dei lavori, all’A.T.I. Ires Spa Costruzioni e Restauri – RAM Restauri Artistici e Monumentali di Fabio Mannucci snc, il gruppo di progettazione e lavoro si è arricchito della collaborazione della dott.sa Linda Cocchi, arch. Jacopo Mannucci, ing. Leonardo Paolini, dott. Mario Moschi, dei restauratori Paola Irrera e Massimo Innocenti e capo cantiere Luigi Giuliani. L’alta sorveglianza è stata garantita dai funzionari della Soprintendenza arch. Sergio Sernissi e dott.sa Vanessa Gavioli.

Il cantiere è stato menzionato dalla Soprinetendenza come esempio di particolare valore per le tecniche di restauro e per l’approccio metodologico all’intervento, ed a trovato riconoscimento, con un saggio dedicato, nella pubblicazione “Tutela & Restauro 2020” curata dal Ministero della Cultura.

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