mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia, sfruttamento del lavoro, false fatture: 14 indagati e sequestri per 2 milioni di euro

PISTOIA – La Guardia di Finanza di Pistoia ha dato esecuzione ad un’ordinanza di misure cautelari (una persona agli arresti arresti domiciliar) emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pistoia, nei confronti di 14 indagati.

Sequestrate 17 aziende, tutte operanti nel settore della grande distribuzione organizzata del facchinaggio e della ristorazione, attive su tutto il territorio nazionale. Inoltre sono stati sequestrati beni per quasi 2 milioni di euro.

I finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Pistoia, diretti dalla Procura, hanno documentato un articolato sistema di frode portato avanti da uno strutturato gruppo imprenditoriale.

A capo del gruppo due amministratori di fatto (uno arrestato e messo ai domiciliari e il secondo con obbligo di firma), originari della Toscana – di cui uno pregiudicato per diversi reati di natura fallimentare e tributaria ed interdetto dall’esercizio di attività d’impresa – per i quali è già intervenuto, nei giorni scorsi, il rigetto dell’istanza di riesame presentata al Tribunale di Pistoia.

Secondo la Procura, le indagini della Guardia di finanza hanno evidenziato come le società non solo si avvalessero di illecite prestazioni di manodopera, ottenute sottoscrivendo falsi contratti di appalto con società cooperative di lavoratori, ma come tali cooperative, anziché svolgere i servizi di facchinaggio e magazzinaggio contrattualmente pattuiti con una propria autonoma organizzazione di uomini e mezzi, in realtà si limitassero alla sola somministrazione del personale, senza alcuna autorizzazione del Ministero del Lavoro.

Le società inoltre avrebbero assunto ed impiegato parte dei 103 lavoratori – molti dei quali reclutati approfittando del loro stato di bisogno – sottoponendoli a condizioni di sfruttamento mediante trattamenti retributivi e previdenziali meno garantistici rispetto a quelli del contratto collettivo nazionale: superamento delle ore di straordinario massime annuali, al mancato riconoscimento del riposo minimo giornaliero o alla mancata applicazione dei previsti scatti di anzianità.

In definitiva, per gli anni d’imposta dal 2019 al 2023, le imprese coinvolte, a fronte di fatture ricevute dalle cooperative per un imponibile complessivo di quasi 10,5 milioni di euro, evadevano l’Iva. per circa 2 milioni di euro, pari quindi al profitto del reato di dichiarazione fraudolenta sul quale è poi intervenuto l’eseguito provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, emesso dal Tribunale di Pistoia.

Significativi i “vantaggi competitivi” di tali comportamenti delittuosi in danno delle imprese concorrenti: dal mancato sostenimento di costi per le contribuzioni obbligatorie, ai fini assistenziali e previdenziali, all’abbattimento dell’I.V.A. dovuta allo Stato, grazie alla detrazione dell’imposta indicata nelle false fatture emesse dalle cooperative.

Il Gip ha disposto il sequestro preventivo in via diretta delle somme depositate sui conti correnti e il sequestro per equivalente finalizzato alla confisca dei beni riconducibili ai due principali indagati, fino alla concorrenza del valore corrispondente di quasi 2 milioni di euro.

Inoltre, sequestro impeditivo dei beni aziendali e delle quote societarie di ben 17 imprese, operanti nel settore della G.D.O., tra cui un complesso di quattro noti ristoranti attivi nelle aree di Firenze, Campi Bisenzio e Rosignano Marittimo.

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