di Ilaria Lumini
PISTOIA – Sulla sospensione di due studenti del liceo artistico Policarpo Petrocchi dopo la vicenda della studentessa bullizzata, la preside del liceo artistico Elisabetta Pastacaldi e l’insegnante Angela Borselli (nella sua veste di segretario dell’organo di garanzia della scuola, all’epoca dei fatti vicepreside della scuola), sono state rinviate a giudizio per i reati di falso in atto pubblico.
Il 28 marzo 2019 una studentessa 15enne del liceo artistico fu bullizzata da alcuni compagni di scuola ad una assemblea d’istituto alla Cattedrale ex Breda. Per quei fatti la scuola sospese due studenti che non intervennero a fermare i bulli. Le famiglie sporsero denuncia contro la scuola.
E a seguito della denuncia sporta dai genitori in Procura contro il procedimento disciplinare, stamani si è svolta l’udienza preliminare in Tribunale dove il Giudice per le udienze preliminari Luca Gaspari, su richiesta del pubblico ministero Leonardo De Gaudio, ha rinviato a giudizio Pastacaldi e Borselli.
Per entrambe l’accusa di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atto pubblico poichè, come si legge nel capo di imputazione “la Pastacaldi in qualità di presidente e Borselli di segretario dell’organo di garanzia del liceo artistico, competente sulla decisione in merito ai ricorsi presentati dagli studenti avverso le sanzioni disciplinari comminate a loro fornendo il verbale della riunione tenutasi il 26 aprile 2019, attestavano falsamente “il regolamento disciplinare con relative sanzioni nonchè la struttura del regolamentazione dell’organo di giustizia sono presenti nel piano triennale di offerta formativa pubblicata sul sito del liceo”; “Non è stato possibile rilasciare copia semplice del provvedimento perchè atto ufficiale e per la riproduzione in copia autentica sono necessari tempi tecnici”; “La firma mancante la vicaria si riferiva a quella della preside sulle eventuali copie autenticate e non quella della preside sul verbale del consiglio di istituto”.
Non solo, la Pastacaldi sarà inoltre processata per i reati di diffamazione pluriaggravata, violazione del segreto di ufficio e un ulteriore falso in atto pubblico “per aver alterato il regolamento disciplinare, inserendo le sanzioni già in esecuzione contro i ragazzi facendo apparire che fossero già in vigore in precedenza”.
La denuncia in Procura fu presentata ad aprile 2019 dall’avvocato Fabio Maria Galiani del foro di Roma, legale delle famiglie dei due minorenni sospesi e allontanati dal liceo.
“La preside sapeva che i miei due assistititi, all’epoca dei fatti studenti di prima superiore, con l’atto di bullismo non c’entravano niente. Ma sono stati puniti, minori che hanno cambiato scuola e sono andati in terapia. Sono stati puniti ragazzi di prima superiore, come dichiarò la preside a mezzo stampa e in trasmissioni televisive “Non Petrochizzati, quindi non educati dalla scuola”. Ma i miei assistiti non erano nemmeno presenti al momento della vicenda e non c’entravano niente con l’atto di bullismo. Erano a comprare la merenda e c’è uno scontrino con l’orario che lo dimostra. Sono stati puniti loro perché piccoli, e non sono stati puniti gli studenti più grandi“ spiega l’avvocato Galiani.
“I due ragazzi ed i rispettivi genitori si sono costituiti parte civile nel processo per ottenere il giusto risarcimento del danno. Si attendono ora la rimozione della Preside e l’apertura di un procedimento disciplinare a carico della stessa” conclude il legale.







