di Francesco Belliti
PISTOIA – Le immagini della sconfitta contro Udine sono ancora vivide negli occhi dei biancorossi e dei loro tifosi, ma il tempo per ripensarci, come spesso succede, si sta già esaurendo. Domani sera, infatti, Della Rosa e compagni sono chiamati ad un’altra importante sfida d’alta classifica nel recupero della prima giornata di ritorno. Al PalaCarrara (palla a due alle 20:30) arriverà l’altra grande sorpresa, insieme a Pistoia, di questo Girone Verde: la Casale Monferrato di coach Andrea Valentini.

Due punti in palio, dunque, davvero vitali, vista la possibilità di staccare una diretta inseguitrice alle prime posizioni di classifica. Una partita complicata ma, se lo spirito dovesse essere quello mostrato contro Udine, allora stavolta il risultato potrebbe benissimo cambiare. Incappare, invece, nel secondo stop consecutivo (sarebbe la prima volta in stagione) potrebbe rappresentare uno shock per una squadra sin qui abituata ad avere continuità di risultati.
La situazione in casa JB Monferrato
Perché temere Casale? Innanzitutto per il suo attuale ruolino di marcia: basti sapere che, nelle ultime 12 partite (cioè da inizio novembre), i piemontesi hanno festeggiato per ben 10 volte. Tra queste, vi è un filotto di 7 successi di fila: solo Cantù, in questa stagione, è riuscita a fare altrettanto. La JB si trova attualmente al quarto posto in classifica, con una partita da recuperare proprio contro i lombardi.
Rispetto all’andata, dove Pistoia si impose senza soffrire troppo, Casale ha lentamente trovato la propria identità, diventando uno dei collettivi più solidi di tutta l’A2. Un mix perfetto di esperienza e gioventù, con valide alternative di gioco sia vicino che lontano dal canestro. Se da una parte senatori come l’americano Williams, il veterano Formenti, l’ala Leggio e il pivot Martinoni rimangono una sicurezza, dall’altra i rossoblu stanno vedendo consacrarsi anche due elementi giovani del loro roster come la guardia Sarto (classe 2000) e il lungo Okeke (2003).
Salvo sorprese, coach Valentini si presenterà a Pistoia senza poter schierare suo figlio maggiore Fabio, ancora alle prese con un infortunio alla spalla rimediato una settimana fa. Le alternative a roster comunque non mancheranno: al PalaCarrara si prospetta un’altra partita punto a punto.
Le parole pre-partita del vice-allenatore Luca Angella
Coach Nicola Brienza ha lasciato che il suo primo assistente presentasse questa sfida infrasettimanale.
“Da domenica abbiamo dovuto ricaricarci più a livello mentale che fisico – ha così aperto la conferenza Angella – Sono sicuro che lo faremo, anche perché, sia lunedì che oggi, ho visto qualcuno spingere addirittura più del richiesto in allenamento. Ho visto anche tanta voglia di riprendersi dallo schiaffo contro Udine, nonostante avessimo giocato una grande partita e ci fosse mancato solo il risultato”.
Sugli avversari di domani: “Sono partiti a stento nelle prime quattro partite di campionato, poi da lì hanno praticamente solo vinto. Nelle due partite perse ultimamente, lo scarto era minimo: ciò basta a dimostrare che sono tra le squadre più in forma del campionato. Rispetto all’andata sarà un’altra partita”.
Sulle chiavi tattiche della gara: “Sono una delle squadre migliori a livello di circolazione della palla, quindi dovremo essere in grado di rompere il loro ritmo, controllare i rimbalzi ed intasare le loro linee di passaggio. Se li fai giocare a basket diventa ostica, perché hanno buone percentuali da dietro l’arco e ottimi giocatori interni. Con l’intensità difensiva che abbiamo sempre mostrato, anche contro Udine, saremo in grado di portare a casa la partita. In attacco, infine, dovremo giocare con più tranquillità”.
Sugli americani: “Su Utomi penso che una partita storta ci può stare, che sia con Udine o con un’altra squadra: finora ha fatto partite super. Davis deve inserirsi in parte nei meccanismi della squadra: gli va dato tempo per capire ciò che gli viene richiesto. Sono convinto che migliorerà partita dopo partita”.
Sui giovani del roster: “Bello vederli sbocciare dopo averli visti crescere negli ultimi anni nel settore giovanile. Stanno accettando e reggendo egregiamente il peso delle loro responsabilità. Il passaggio ai senior non è mai facile: si pretende da te un livello a cui non sei abituato. È una crescita sportiva e umana, a 360 gradi, dove imparano a reagire alle difficoltà o a confermarsi dopo una bella prestazione”.





