di Francesco Belliti
PISTOIA – Da domani sera, un’altra bella storia di pallacanestro potrà arricchirsi di un nuovo esaltante capitolo. Questo perché pensare ad una finale play-off tra Pistoia e Torino non può lasciare indifferenti, visto il passato anche molto recente. Riavvolgendo il nastro, la trama e le tematiche appaiono sempre più chiare: voglia di riscatto, rinascita dalle ceneri, ritrovare ciò che era stato perso.

La storia è iniziata e allo stesso tempo sembrava finita nel finale di stagione 2018/19 di A1: Pistoia retrocedeva sul campo dopo un campionato fallimentare da svariati punti di vista, ma veniva poi salvata dagli otto punti di penalizzazione inflitti ai piemontesi per mancati adempimenti fiscali. Per Torino, allora Auxilium, arrivò anche il fallimento, in data 17 giugno.
La deludente stagione dei biancorossi fu invece il preludio a qualcosa sia di imprevedibile che di inevitabile, visto che il campionato successivo venne archiviato in anticipo per lo scoppio della pandemia e che il 15 giugno 2020 arrivò infine la rinuncia all’A1 e l’autoretrocessione al piano di sotto. Dopo neanche un anno i destini delle due squadre erano di nuovo accomunati nel ‘purgatorio dell’A2’, con Torino che passava di proprietà in proprietà (Sardara, turchi e infine Avino) tentando sempre la risalita mentre Pistoia cercava di rimettere insieme i cocci ripartendo da progetti a budget estremamente limitato.
Da lì due soli incroci, nella passata stagione ed entrambi vinti dai toscani, prima di arrivare a gara-1 di domani al PalaCarrara. Da una parte una squadra con un gruppo italiano cementatosi negli anni, dall’altra un roster ricostruito in estate e, alla prova dei fatti, ben amalgamato da coach Franco Ciani, decano della pallacanestro italiana che avrà l’occasione di centrare la sua prima promozione in A1 da capo allenatore. Dovrà farlo senza il suo capitano Niccolò De Vico, che durante la serie con Treviglio ha rimediato la frattura scomposta delle ossa mascellare e zigomatico.
Un’importante pedina in meno per Torino, che comunque può contare su un gruppo di giocatori di indubbia qualità; dal pivot Guariglia alla guardia Pepe, passando per gli americani Mayfield e Jackson, il play Vencato, l’ex prodotto del vivaio biancorosso Taflaj e i giovani in rampa di lancio Poser e Schina. Una squadra che tutti impareremo a conoscere ed apprezzare, a partire da sabato, per la sua pluridimensionalità e per la sua spiccata fisicità.
Le dichiarazioni pre-partita di coach Nicola Brienza
“La squadra sta bene e ha recuperato lo sforzo di gara-5 sia fisicamente che mentalmente – ha così esordito il coach biancorosso – Saccaggi è in ripresa, al netto del fatto che per l’infortunio che ha subito dovrebbe restare fermo. Sul fatto che giochiamo di sabato, le DOA prevedevano così in principio, poi Cantù e Torino avevano preso accordi per posticipare ed evitare sovrapposizioni con la finale di Champions. Essendo passati noi, in seguito, non c’è stata più la possibilità di optare per questa scelta. Onestamente per noi non rappresenta un problema avere o meno un giorno in più di riposo, anche se rimangono un po’ di perplessità”.
Sul risultato ottenuto: “Siamo talmente dentro un calderone che abbiamo perso completamente la cognizione del tempo e non siamo neanche andati a rivedere quello che è successo nella serie contro Cantù. Siamo concentrati sul prossimo step e, comunque andrà a finire, solo allora potremo riflettere su cosa siamo riusciti a fare in questa stagione. Ora c’è solo attenzione e adrenalina”.
Su Torino: “Un’eccellente squadra. Per quello che conta, il mio voto per il miglior allenatore dell’anno è andato proprio a Franco Ciani: ha fatto un grande lavoro nell’arco dell’anno. Sono molto simili a noi, soprattutto per il loro essere collettivo e per il fatto che hanno compiuto delle vere imprese in questa stagione. Questo li rende un’avversaria difficilissima da affrontare e in più hanno messo insieme giocatori di grande qualità per la categoria, aggiungendo anche Zanotti per i play-off. Penso a Pepe e al suo tiro mortifero, a Vencato che è il motore della squadra, a Guariglia che sta facendo una stagione eccezionale. È una realtà che ha ambizioni e ha fatto importanti investimenti. È stata una delle poche squadre in grado di vincere a Forlì, hanno vinto con Treviglio sia all’andata che al ritorno, con Cantù e con Cremona. Senza la penalizzazione sarebbero stati tra le prime tre del Girone Verde”.
Sul piano tattico contro Torino: “Sono il miglior attacco del campionato e la miglior squadra per assist dall’inizio dell’anno, mentre difensivamente hanno un sistema valido che gli permette di controllare bene. Hanno una grandissima capacità di creare tiri: non andremo a cambiare radicalmente le nostre abitudini, cercheremo solo di fare qualche accorgimento. Un altro tema della serie sarà questo: miglior attacco contro miglior difesa. Mettere della sabbia nei loro ingranaggi sarebbe un’ulteriore soddisfazione per il lavoro che facciamo”.





