di Ilaria Lumini
PISTOIA – “Abbiamo risposto a tutte le domande, massima collaborazione con i pubblici ministeri. Il mio assistito ha ribadito davanti al giudice che ciò che ha fatto lo ha fatto con principi medici e scientifici, convinto di quello che faceva”.
Stamani, 5 gennaio, si è svolto l’interrogatorio di garanzia per il medico Federico Calvani, accusato di aver “falsamente attestato, nella sua qualità di pubblico ufficiale vaccinatore, l’avvenuta vaccinazione contro il Covid nei confronti di varie persone”.
Assistito dall’avvocato Stefano Panconesi, il medico è comparso davanti al gip del Tribunale di Pistoia Luca Gaspari, presenti anche le due pm titolai dell’inchiesta Luisa Serranti e Linda Gambassi.

Il medico – sottolinea l’avvocato Panconesi – ha risposto a tutte le domande fatte dal giudice e dai due pubblici ministeri con i quali avrà a breve altri interrogatori per approfondire determinate questioni inerenti soprattutto all’identità di coloro che hanno ottenuto il green pass attraverso le vaccinazioni simulate.
Nel corso delle indagini infatti sono state sequestrate false certificazioni Green pass sulla piattaforma del sistema sanitario della Regione e sono indagate al momento 19 persone.
Il medico è indagato per ipotesi di peculato (per aver disperso vaccini ricevuti e mai inoculati), truffa al servizio Sanitario (è infatti considerato probabile che abbia ricevuto indennità aggiuntive, facendosi pagare per qualche falsa vaccinazione), e omissione di atti d’ufficio (sospettato di non aver proceduto alle prescrizioni dei previsti tamponi ai propri assistiti presumibilmente contagiati poi dal Covid).
La linea difensiva è improntata alla massima collaborazione con gli inquirenti.
Calvani nel corso dell’interrogatorio ha chiarito che è vaccinato contro il Covid e ha ribadito che ciò che ha fatto lo ha fatto per una sua profonda convinzione medica. Ha chiarito anche che alcune vaccinazioni sono avvenute effettivamente.
Il dottor Federico Calvani, medico di base della montagna pistoiese, si trova ai domiciliari dopo l’arresto avvenuto il 31 dicembre.
Il Provvedimento è stato emesso, dopo una serie di indagini e intercettazioni telefoniche, dalla Procura della Repubblica di Pistoia ed eseguito dai carabinieri di Prato e dai Nas di Firenze.
L’indagine ha preso inizio dalla segnalazione di una madre, che temeva che suo figlio – che lei riteneva “falsamente vaccinato” dal medico – si potesse ammalare di Covid. A questo si erano aggiunti anche i monitoraggi del Nas dei Carabinieri toscano che avevano fatto emergere “anomalie nelle registrazioni delle vaccinazioni da parte del medico”.
Da qui sono scattate indagini che hanno fatto emergere, come sottolinea la Procura pistoiese, “gravi indizi circa l’inserimento” di falsi dati che attestavano vaccinazioni mai avvenute per ottenere il Green pass.
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