PISTOIA – Il monumento alla Resistenza nell’omonimo parco, a Pistoia, è stato vandalizzato.

Ne dà notizia il sindaco Giovanni Capecchi.
“L’atto vandalico che ha colpito il monumento dedicato alla nostra Resistenza – scrive Capecchi – e a chi ha dato la vita per consegnarci un futuro migliore ci colpisce nel profondo e ci addolora. Episodi come questo dimostrano quanto sia necessario e urgente lavorare perché tutte e tutti sentano la responsabilità di prendersi cura e rispettare la nostra Pistoia, partendo dai suoi luoghi simbolo. Siamo al lavoro, dal primo giorno, per garantire una comunità unita, che si sostiene e si riconosce. Crediamo che questo sia il primo, e più importante, passo verso vere politiche per la sicurezza: vita dove oggi c’è trascuratezza, cura dove oggi c’è abbandono. L’8 settembre, tra pochi giorni, saremo qui, a questo monumento, per ribadire con forza che questo spazio appartiene alla comunità e come tale va tutelato. Perché rappresenta l’essenza di quello che siamo: una Repubblica democratica”.
“L’ANPI provinciale di Pistoia esprime la propria ferma condanna di un atto vandalico che colpisce non soltanto un monumento, ma un luogo della memoria collettiva della città – scrive Rosalba Bonacchi, presidente del Comitato provinciale dell’Anpi – Non intendiamo attribuire a questo gesto una matrice politica che, sulla base delle scritte comparse sul monumento, non è possibile, almeno al momento, individuare.
Chiunque ne sia l’autore, resta però la gravità di un gesto compiuto contro un luogo che ricorda le donne e gli uomini che combatterono e sacrificarono la propria vita per liberare Pistoia dall’occupazione nazista e dal fascismo e restituirle la libertà.
L’episodio richiama, tuttavia, anche una responsabilità che riguarda tutti noi. Le istituzioni, l’ANPI, le associazioni culturali e democratiche devono impegnarsi ancora di più perché la storia della Resistenza, a partire da quella del nostro territorio, sia conosciuta e trasmessa a tutti coloro che oggi vivono nella nostra città. Pistoia è cambiata e accoglie cittadini provenienti da Paesi lontani, ai quali possiamo presumere che non siano note la nostra storia, le vicende della Liberazione e le ragioni per cui quei luoghi e quei monumenti appartengono al patrimonio civile dell’intera comunità.
La memoria non si difende soltanto condannando chi la offende: si difende soprattutto facendola conoscere. Raccontare che cosa accadde a Pistoia durante l’occupazione nazifascista, chi furono coloro che scelsero di opporvisi e quale prezzo pagarono significa dare a tutti gli strumenti per comprendere il valore dei luoghi che incontriamo quotidianamente nella nostra città.
L’atto è tanto più grave perché avviene a pochi giorni dall’8 settembre, ottantaduesimo anniversario della Liberazione di Pistoia, quando, proprio davanti a quel monumento, si svolgerà la consueta cerimonia commemorativa.
Ci auguriamo che sia possibile intervenire tempestivamente per restituire il monumento alle condizioni originarie. Se ciò non fosse possibile prima della cerimonia, martedì prossimo ci ritroveremo davanti a un monumento violato: un’offesa visibile alla memoria dei caduti e alla storia democratica e antifascista di Pistoia.
Anche per questo la cerimonia assumerà un significato ancora più forte: riaffermare che quella storia, quei caduti e i valori di libertà per i quali sacrificarono la propria vita appartengono all’intera città”.
Il Partito Democratico si unisce alle tante voci di condanna verso questo gesto deplorevole.
“I simboli che ricordano le persone che hanno sacrificato la loro vita per la libertà e per restituirci la democrazia – scrive in una nota l’Unione Comunale del PD – sono profondamente radicati nella nostra comunità. Imbrattarli o danneggiarli significa offendere la storia collettiva di Pistoia, città medaglia d’argento al valor militare per la Resistenza.
Fatti del genere ci ricordano quanto sia fondamentale continuare a presidiare la memoria storica e investire nell’educazione civica e nei valori democratici, specialmente tra le giovani generazioni. La memoria non è un semplice ricordo del passato, ma una difesa attiva e quotidiana dei diritti e della libertà”.







