mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia, vivaismo: netta crescita nel 2021. Ora preoccupa l’alta inflazione

PISTOIA – In netta crescita le esportazioni del polo del vivaismo ornamentale di Pistoia. Stando ai dati forniti da Coldiretti Pistoia nel 2021 si è registrata una crescita del 30%, che raggiunge un fatturato totale di 377 milioni di euro. Il boom di vendite è ancora più marcato se paragonato al 2019, con un rialzo del 40% rispetto all’anno pre pandemia in cui gli incassi toccarono i 268 milioni di euro.

“I mercati internazionali apprezzano sempre di più le nostre piante ornamentali –spiega Fabrizio Tesi, presidente di Coldiretti Pistoia-. Purtroppo ci troviamo a commentare un’annata eccellente col cuore in gola. Già dall’autunno l’incredibile aumento dei costi delle materie prime, dovuti a ingiustificate speculazioni, hanno tolto i margini di guadagno per il nostro lavoro. E ora la guerra in Ucraina ha reso ancora più imprevedibile la dinamica dei prezzi, con le inevitabili ricadute sul benessere dei popoli, anche quelli non in guerra, e sulla tenuta dei sistemi produttivi”.

Un vivaio

Nel dettaglio, evidenziano le elaborazioni di Coldiretti Pistoia su dati Istat, la Francia è il paese dove si indirizza una quota rilevante dell’export di piante dal polo vivaistico pistoiese, con 123 milioni di export nel 2021, più 36,3% rispetto al 2020. L’Ue post Brexit vale 286 milioni di euro (+27,5%). Rilevante è il dato delle esportazioni verso il Regno Unito che nel 2021 è arrivato a quasi 46 milioni di euro, con un balzo del 43% rispetto al 2020 e del 58% rispetto al 2019.

“Il dato del Regno Unito dimostra la capacità di adattamento alle novità del polo florovivaistico pistoiese –spiega Coldiretti Pistoia-. Nonostante i sopraggiunti vincoli e limitazioni, i nostri imprenditori hanno dimostrato che si può superare anche le prove più difficoltose, come l’innalzarsi di barriere doganali”.

Nonostante l’importante crescita, però, la guerra in Ucraina e l’impennata dei prezzi preoccupano il settore. “Purtroppo -commenta con rammarico Tesi-, lo spropositato aumento dei costi delle materie prime già dall’autunno 2021 e la guerra in Ucraina rendono inutile tanto lavoro sul fronte dell’innovazione e della capacità di produrre piante eccellenti. Il mercato dei paesi Ex Sovietici per esempio –conclude Tesi- nel 2021 era arrivato a 18,3 milioni di euro, con un incremento del 56% rispetto al 2020. Un  mercato che al momento, necessariamente è bloccato. Ma a rischio c’è la tenuta del nostro modello di sviluppo: con l’aumento spropositato dei costi di produzione, dovuto in gran parte alla speculazione, sarà difficile riuscire a mantenere il circuito economico virtuoso: con aziende che investono, innovano e creano benessere. Questo vale per tutta l’agricoltura e per gli altri settori”.

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