PISTOIA – Desidero portare alla attenzione degli amministratori un disservizio che ho riscontrato negli ultimi tempi nell’utilizzo del servizio di segnalazione rifiuti di Alia, una problematica che, a giudicare dalle numerose testimonianze pubblicate sui social network, appare tutt’altro che isolata e viene frequentemente segnalata anche nelle pagine dedicate ad Alia e alla città di Pistoia.
In passato ho effettuato diverse segnalazioni che sono state gestite con tempestività ed efficacia.

Diversamente, le ultime due segnalazioni da me inviate, relative ad abbandoni di rifiuti in punti molto distanti dalle postazioni di raccolta e quindi individuabili esclusivamente tramite la geolocalizzazione trasmessa dall’applicazione, hanno avuto un esito decisamente anomalo. Le pratiche sono state chiuse come risolte da Alia, corredandole con fotografie che ritraggono luoghi completamente diversi da quelli segnalati, mentre i rifiuti oggetto della segnalazione originale sono rimasti sul posto, come ho potuto personalmente verificare tornando successivamente nelle aree interessate.
Qualcuno potrebbe ipotizzare un mio errore nell’indicazione della posizione. Ritengo tuttavia di poter escludere questa eventualità. Per ragioni professionali mi occupo di cartografia e conosco approfonditamente gli strumenti di geolocalizzazione e i sistemi cartografici. Inoltre, avendo lavorato in passato anche per il portale gestito da Alia, conosco la struttura e il funzionamento del sistema.
Una simile gestione delle segnalazioni induce inevitabilmente a nutrire dubbi sull’effettiva modalità con cui vengono chiuse alcune pratiche. Mi torna alla mente una celebre frase attribuita a una nota figura della politica italiana: “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.” Mi auguro sinceramente che non sia questo il caso, ma l’impressione è che talvolta alcune segnalazioni vengano archiviate più per esigenze statistiche o di qualità del servizio che per una reale risoluzione del problema.
Ritengo pertanto necessario un maggiore controllo sulle modalità di gestione delle segnalazioni e auspico che gli amministratori competenti promuovano verifiche affinché ogni pratica venga trattata con la dovuta serietà e trasparenza.
Colgo inoltre l’occasione per evidenziare un problema più ampio. Da quando è stato introdotto il sistema di raccolta differenziata porta a porta nelle zone collinari del Comune di Pistoia, il degrado ambientale è purtroppo aumentato in maniera evidente. Si è assistito alla proliferazione di numerose micro-discariche disseminate lungo il territorio collinare.
È evidente che non sia possibile presidiare 24H un territorio vasto come quello del Comune di Pistoia. Tantomeno con un numero esiguo di personale dedicato. Molto meno comprensibile è invece l’incapacità di contrastare efficacemente il fenomeno dell’evasione della tariffa sui rifiuti, che costituisce certamente una delle cause del problema. Totalmente incomprensibile è la mancata segnalazione delle criticità da parte di chi il territorio lo presidia per lavoro come vigili, carabinieri e le altre forze dell’ordine.
Proprio perché un controllo continuo del territorio è impossibile, ritengo opportuno valutare l’istituzione di alcune isole ecologiche ad accesso libero o comunque facilmente fruibili, destinate al conferimento di quei rifiuti che, per le più svariate ragioni, non vengono intercettati dal sistema porta a porta. Una soluzione di questo tipo probabilmente comporterebbe costi inferiori rispetto a quelli necessari per la rimozione continua degli abbandoni abusivi e contribuirebbe in modo significativo alla tutela del paesaggio collinare.
Sono sufficienti pochi sacchi di rifiuti, le macerie di qualche muratore abusivo, uno scaldabagno, una stufa o qualche elettrodomestico abbandonato ai margini di una strada vicinale per compromettere il decoro di un ambiente di grande valore naturalistico. Un territorio che, paradossalmente, è soggetto a rigorosi vincoli paesaggistici e ambientali, ma continua a soffrire della carenza di servizi essenziali, a partire dalla connessione a banda larga, finendo così per essere percepito come un’area di serie C destinata a un progressivo peggioramento.
Nel corso delle campagne elettorali, indipendentemente dall’appartenenza politica, tutti gli schieramenti hanno dedicato grande attenzione alle frazioni collinari, presentando progetti, promesse e incontri con i cittadini. Tuttavia, nella pratica, la maggioranza di questi impegni sono rimasti disattesi.
Credo sia arrivato il momento di superare le dichiarazioni di principio e di adottare interventi concreti, capaci di affrontare in maniera efficace i problemi che i residenti delle aree collinari vivono quotidianamente.
Auspico che queste osservazioni possano tradursi in iniziative concrete nell’interesse della collettività e della tutela del territorio.
Desidero infine aggiungere un’ultima considerazione.
Ritengo che, ogni tanto, sarebbe opportuno rispondere ai cittadini che, con educazione ma anche con il dovuto senso civico, si prendono la briga di segnalare criticità riguardanti il territorio in cui vivono. In occasione di precedenti comunicazioni analoghe, inviate agli amministratori competenti, non ho mai ricevuto alcun riscontro, neppure una semplice risposta di cortesia.
Credo che il dialogo tra amministrazione e cittadini rappresenti uno degli elementi fondamentali di una buona amministrazione e che un minimo riscontro costituisca un segno di rispetto nei confronti di chi dedica tempo e attenzione al bene comune.
Gianluca Fagioli










