PISTOIA – Una connessione tutta al femminile nel segno dell’arte, dipinti e sculture che raccontano storie di donne, la volontà di testimoniare la propria forza e vitalità attraverso l’atto creativo.
Presso il ristorante e cocktail bar Casa Lola (via del Duca 6/8) ha inaugurato ieri pomeriggio la mostra “Siamo ancora vive” delle due artiste Laora Pomposi, in arte Kaori, e Margarita Martinez, con una selezione di opere di pittura e scultura poste in dialogo tra di loro e con lo spazio circostante.
Un’esposizione nata dall’incontro tra le due artiste che hanno voluto condividere la loro comune passione per l’arte e realizzare un progetto in cui ciascuna si sentisse libera di esprimere questo senso di vitalità e di liberazione dato dall’arte, grazie al potere dell’atto creativo di far superare difficoltà e problemi personali.

Con questa mostra “a due voci” Kaori e Margarita rivelano al pubblico di sentirsi “ancora vive” nei rispettivi percorsi di crescita, maturazione e sperimentazione artistica, evidenziando attraverso le loro opere “al femminile” la forza e l’energia sprigionata da due donne quando decidono di unirsi e collaborare per dare vita a qualcosa di innovativo e mettere a nudo senza paura le proprie emozioni.
“L’idea nasce dalla connessione creatasi spontaneamente fra due artiste che avevano voglia e bisogno di tirare fuori se stesse in una sorta di rinascita personale attraverso l’espressione artistica – spiega Kaori – abbiamo avuto la fortuna di incontrarci qui a Casa Lola e tra noi è subito nato un feeling umano e artistico.
Per me è la terza mostra, dopo le due degli anni passati al Gargantuà, e mi piace esporre le mie opere in uno spazio certamente inconsueto per una mostra d’arte, ma capace di trasmettermi una sensazione di familiarità, sicurezza e conforto. Questa si riflette anche nei sette lavori che ho selezionato per la mostra: sono dipinti a tempera acrilica o pastello a olio che rappresentano figure femminili tratte da celebri capolavori della storia dell’arte, rielaborate e reinterpretate in chiave personale.
Attraverso queste opere ho voluto mostrare una Kaori colta in una dimensione più intima e riservata, per certi versi anche più timida e riflessiva, anche se ho cercato di scacciare via certe energie negative grazie a questi colori vivaci e pop che rappresentano la mia cifra stilistica”.

Alle pareti del locale ecco infatti comparire i ritratti femminili di Kaori, nei quali è facile riconoscere le grandi donne dei capolavori dell’arte – dall’Autoritatto di Frida Kahlo alla Ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer, ma anche la Monna Lisa di Leonardo in più versioni – che ci osservano con i loro colori vivi e i loro contorni più scuri, in una sorta di “dialogo ravvicinato” con altre donne, quelle delle sculture di cartapesta di Margarita Martinez.

“La mia è un’arte di recupero, lavoro la cartapesta per dare vita a sculture a soggetto femminile per raccontare ed evidenziare attraverso la mia arte l’evoluzione e la resilienza delle donne – aggiunge Martinez – ciascuna opera racconta un vissuto reale, perchè mi ispiro a storie vere che poi cerco di rappresentare attraverso la lavorazione della cartapesta con varie tecniche.
La mia è una formazione da autodidatta, fin da bambina mi sono appassionata all’arte e alla manualità grazie a mio padre fotografo e a mia nonna che mi ha insegnato a lavorare a mano la carta, secondo una tradizione ancora viva nelle campagne del Nicaragua, Paese del Centro America di cui sono originaria insieme alla mia famiglia. L’infanzia trascorsa in campagna con mia nonna mi ha fatto innamorare di questa tecnica, che dà nuova vita a materiali di scarto e normalmente destinati ai rifiuti trasformandoli in vere opere d’arte a bassissimo impatto ambientale. Le mie sculture raccontano storie che, poste in relazione con i dipinti di Kaori, ci fanno entrare in un universo femminile dalle molte sfaccettature il cui tema dominante è, secondo me, la forza che le donne sanno sprigionare quando collaborano e si mettono insieme”.

Un aspetto interessante della mostra “Siamo ancora vive” è la sua assenza di rigida pianificazione: si è trattato, come rivelato dalle due artiste, di una “connessione artistica” che è nata in maniera spontanea e che ha portato Kaori e Martinez a far dialogare le loro opere non secondo uno schema già prefissato, ma in base a una ispirazione scaturita nel momento stesso dell’installazione dei lavori negli spazi di Casa Lola.
La mostra, a ingresso libero, è visibile al pubblico negli orari di apertura del locale.










