FIRENZE – Durante l’assemblea dei soci di Plures Multiutility, chiamata ad approvare il bilancio, i rappresentanti delle comunità locali (i sindaci dei Comuni di Agliana, Borgo San Lorenzo, Calenzano, Campi Bisenzio, Cantagallo, Carmignano, Castelfranco Piandiscò, Gambassi Terme, Londa, Rufina, San Godenzo, Sesto Fiorentino, Vaiano e Vicchio) hanno chiesto una nuova fase di governo della società, fondata sulla centralità dell’interesse pubblico, sulla sostenibilità delle tariffe e su un ruolo più forte degli enti locali.
Definitivamente accantonata l’ipotesi di quotazione in Borsa, i sindaci hanno ribadito la necessità che Plures resti pienamente orientata alla propria missione pubblica, non solo nella proprietà, ma soprattutto nelle strategie e negli obiettivi.

Nel corso dell’assemblea quindi è stato discusso il bilancio d’esercizio. I sindaci, richiamando le indicazione dell’Autorità d’ambito, hanno preso atto del lavoro svolto per superare le criticità contabili emerse nei mesi scorsi e hanno condiviso la scelta prudenziale del consiglio di amministrazione di destinare integralmente gli utili a riserva, in considerazione del permanere di elementi di incertezza.
Molti dei sindaci presenti, raccogliendo il malcontento dei territori, hanno richiamato l’attenzione sulle criticità strutturali della gestione, sulle difficoltà nel mantenere il decoro di molte aree urbane e sollecitando un deciso percorso di efficientamento per innalzare la qualità del servizio.
«Una società interamente pubblica che gestisce servizi essenziali deve avere come obiettivo un servizio più efficiente, maggiore attenzione ai bisogni dei piccoli Comuni, delle zone periferiche e tariffe sostenibili, non la massimizzazione della remunerazione del capitale – hanno affermato i sindaci – Se è vero che i dividendi sono fondamentali per i bilanci dei Comuni, non dobbiamo dimenticare che si tratta di entrate da tariffe, e non da una tassazione che risponde al criterio egualitario della progressività. È tempo di rafforzare la solidità dell’azienda, migliorare l’organizzazione, sostenere gli investimenti sulle infrastrutture per contribuire a ridurre progressivamente il peso delle tariffe su cittadini e imprese. Una riorganizzazione che deve valorizzare le professionalità esistenti all’interno e all’esterno dell’azienda, in collaborazione anche con le organizzazioni sindacali, per migliorare la qualità del servizio in ogni comune, a seconda delle proprie caratteristiche e specificità, che ha permesso di raggiungere alti livelli di raccolta differenziata e diminuire la produzione quotidiana di rifiuti».
I Comuni soci hanno chiesto, in maniera pressoché unanime, un maggiore coinvolgimento nelle scelte strategiche della società ed un rafforzamento delle funzioni di indirizzo, vigilanza e controllo, affinché la governance aziendale operi in piena coerenza con gli obiettivi del servizio pubblico che sono riduzione, riciclo, recupero e corretto smaltimento. Infine, in vista del rinnovo degli organi sociali, i sindaci hanno condiviso la proposta di una proroga tecnica temporanea dell’attuale governance fino al 30 settembre 2026.
«L’Assemblea ha rappresentato un passaggio importante e coerente con l’indirizzo politico indicato – hanno detto i sindaci – Continueremo a esercitare il nostro ruolo politico affinché Plures operi nel pieno rispetto della propria natura pubblica, perseguendo gli indirizzi politici di efficienza, trasparenza, responsabilità e sostenibilità, con l’obiettivo prioritario di garantire servizi di qualità, investimenti nei territori e tariffe eque per cittadini e imprese».







