POGGIO A CAIANO – Volano gli stracci nel centrodestra poggese, ormai sempre più diviso, durante l’ultimo consiglio comunale.
Il consigliere di minoranza Yohannes Tasselli aveva presentato un ordine del giorno per destinare una quota dei proventi derivanti dalle sanzioni amministrative e dalle violazioni del Codice della strada al rafforzamento dei servizi di vigilanza e controllo del territorio nei mesi estivi, ma la vicesindaca Diletta Bresci ha sollevato una questione pregiudiziale.
La questione pregiudiziale è uno strumento previsto dal regolamento consiliare con cui si sostiene che un atto non possa essere discusso perché ritenuto improcedibile o non conforme alla tipologia con cui è stato presentato. Secondo la vicesindaca, infatti, il testo avrebbe dovuto essere presentato come mozione e non come ordine del giorno.
“Vale la pena ricordare – spiega il circolo Pd di Poggio a Caiano – che il nuovo regolamento del Consiglio comunale, approvato dalla maggioranza Palandri a inizio mandato, consente di emendare le mozioni senza che i proponenti siano tenuti ad accettare le modifiche. Una scelta che abbiamo sempre criticato perché permette alla maggioranza di modificare profondamente gli atti della minoranza, alterandone il contenuto senza il consenso dei firmatari”.
Non a caso, durante il dibattito, la capogruppo Vettori ha evidenziato come questo regolamento rischi di trasformarsi in un vero e proprio bavaglio per le opposizioni. Se, attraverso una questione pregiudiziale, si tenta addirittura di impedire la discussione nel merito di un atto, il Consiglio comunale perde la propria funzione di luogo del confronto democratico. Un regolamento dovrebbe garantire il pluralismo e il corretto svolgimento dei lavori, non diventare uno strumento per limitare l’iniziativa delle minoranze.
La questione pregiudiziale è stata quindi messa ai voti. Se fosse stata approvata, l’ordine del giorno non sarebbe stato discusso nel merito.
Ed è proprio qui che è venuta fuori la spaccatura della maggioranza. Hanno votato a favore della pregiudiziale il sindaco Palandri, la vicesindaca Bresci e i consiglieri Baroncelli e Breschi. Si sono astenuti il consigliere Mancini e il presidente del Consiglio comunale Mazzoni. La minoranza ha votato compatta contro la pregiudiziale, mentre i consiglieri Bonfanti (Fratelli d’Italia) e Campanelli hanno lasciato l’aula prima della votazione.
“Il risultato è stato inequivocabile – dice il Pd – la questione pregiudiziale è stata respinta, non avendo ottenuto i voti necessari. Di fatto, la proposta avanzata dalla vicesindaca è stata bocciata dalla sua stessa maggioranza, che ancora una volta si è dimostrata incapace di mantenere una linea politica comune. Al termine della votazione, la vicesindaca ha lasciato l’aula visibilmente contrariata, mentre la proposta del consigliere Tasselli è stata approvata con il voto favorevole dell’opposizione e di gran parte della maggioranza. A tutto questo si aggiunge una gestione dell’aula che continua a destare forti perplessità. Il presidente del Consiglio, Mazzoni, è apparso ancora una volta in evidente difficoltà nell’applicazione del regolamento, costretto a consultarne continuamente gli articoli e a ripete più volte le stesse spiegazioni, rallentando sensibilmente i lavori consiliari. Dopo la spaccatura registrata nel precedente Consiglio comunale sulla vicenda di Ponte alla Nave, arriva un nuovo episodio che certifica una maggioranza sempre più divisa e incapace di trovare una sintesi politica. Questa volta è stata addirittura la vicesindaca a vedere respinta una propria iniziativa frutto di un modo di far politica talmente arrogante da non essere più condiviso da parte della sua maggioranza. E mentre la sua maggioranza continua a dividersi e ad implodere su sé stessa, il sindaco Palandri resta inerme di fronte a uno spettacolo che mortifica il Consiglio comunale e le istituzioni. Chi guida un Comune ha il dovere di garantire autorevolezza, coesione e una chiara direzione politica. Oggi, invece, emerge l’immagine di un’amministrazione senza una guida capace di tenere unita la propria maggioranza. Quando un sindaco non riesce più a governare la propria maggioranza, il problema non è più soltanto politico: diventa un problema istituzionale. Perché mentre il centrodestra continua a litigare al proprio interno, Poggio a Caiano resta ferma, ostaggio di un’amministrazione che non ha mai avuto la capacità di governare”.



