mercoledì, Settembre 9, 2026

Potere al Popolo Toscana solidale con la comunità di Vicofaro

PISTOIA – Lo scorso 1 luglio, a beneficio di telecamere e giornali accorsi per documentare tanto da far venire forte il sospetto di spot in vista delle prossime elezioni regionali, 30 agenti in tenuta anti sommossa provenienti secondo fonti stampa dai reparti celere di Firenze e di Taranto sono intervenuti per sgomberare con la forza gli ultimi sei migranti rimasti all’interno della canonica della parrocchia di Vicofaro a Pistoia, centro di prima accoglienza attivo da oltre otto anni.
Un’operazione dalla violenza e dai costi spropositati, vista la presenza di ormai poche persone nel centro, peraltro con fragilità che avrebbero richiesto psicologi ed operatori più che militari, ma anche alla luce delle decine di trasferimenti già avvenuti in modo assolutamente pacifico nelle settimane precedenti.
Un evidente messaggio punitivo e repressivo verso un’esperienza di accoglienza che costituiva anche una voce fuori dal coro che doveva essere messa a tacere, come conferma la richiesta della consigliera comunale della Lega Cerdini di “rimuovere ogni simbolo inneggiante alla disobbedienza”. Parole (e azioni) che ci trovano particolarmente sensibili di questi tempi, vista la vicenda delle infiltrazioni degli agenti di polizia in alcune sedi di Potere al Popolo, Cambiare Rotta e Collettivo Autorganizzato Universitario, denunciate le scorse settimane e sulle quali il governo ha dato finora risposte parziali e balbettanti.
Colpisce la tempistica, visto che Massimo Biancalani invocava da anni sostegno dalle istituzioni per fronteggiare le croniche carenze strutturali e di risorse economiche. Più volte erano stati presentati progetti ai tavoli con Regione e Comune senza però trovare risposte concrete e adeguate.
Pochi giorni fa, a tre mesi dalle elezioni regionali, dopo anni di minaccie e nel silenzio complice della stessa Regione a guida PD e centrosinistra, è arrivata la risposta tanto bramata dal sindaco Tomasi e dalla sua giunta: la rimozione coatta di quelli che sono considerati scarti della società che come tali devono essere trattati, visione che sta alla base delle legislazioni repressive volute da tutti i governi precedenti e arrivata a compimento con il fascistissimo decreto “sicurezza”, adesso legge, del governo Meloni.
Stupisce anche la complicità del vescovo, che per anni si era tenuto alla larga dall’esperienza salvo poi individuare in poco tempo posti per trasferire gli oltre 100 ospiti di Vicofaro in altre parrocchie avallando l’ordinanza di sgombero del sindaco Tomasi. Ma, oltre a precisare che le istituzioni civili in primis e non quelle ecclesiastiche si sarebbero dovute far carico della gestione dell’accoglienza dei migranti, rimangono dubbi sull’efficacia di trasferimenti a decine di chilometri di distanza andando a interrompere o ostacolare percorsi di inserimento lavorativo e sociale. E soprattutto ci si chiede se tra le decine di ragazzi coinvolti siano stati tutti effettivamente presi in carico senza perderne qualcuno per strada o addirittura nei CPR (alias “lager legalizzati”).
Le assemblee provinciali e tutta la comunità toscana di Potere al Popolo, che già negli anni scorsi si erano attivate per sostenere concretamente la Comunità di Vicofaro anche con raccolte di generi di prima necessità, esprimono la massima solidarietà a Massimo Biancalani, ai volontari e agli ormai ex ospiti. “Forti coi deboli, deboli coi forti” è il tratto distintivo di chi governa in continuità il Paese e la città di Pistoia, ma la costruzione di comunità accoglienti e resistenti e di una società senza oppressi né oppressori non si può fermare, né oggi né domani.

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