PRATO – Più salario, eliminazione del precariato, tutele estese, tassazione degli extraprofitti, fiscalità progressiva, rivalutazione delle pensioni, maggiori risorse per istruzione e sanità: sono questi gli obiettivi dello sciopero generale indetto da Cgil e Uil, che ha portato in piazza anche a Prato, nella mattinata odierna, lavoratori e sindacalisti delle due organizzazioni, che si sono ritrovati per un presidio in piazza Buonamici.
“Con un’inflazione che si sta mangiando i salari – hanno detto dal palco Cristina Pierattini segretaria Cgil Prato e Rodolfo Zanieri coordinatore Uil Prato – ci troviamo di fronte ad una legge di Bilancio sbagliata, che aumenta la precarietà, rende ancora più penalizzante opzione donna, colpisce i più poveri. Per questo Cgil e Uil hanno scioperato, per avere una legge di Bilancio più giusta e più equa”.

Lunedì e martedì il XXIV Congresso della Camera del Lavoro
Buona occupazione, creazione di nuove opportunità di lavoro, contrasto del lavoro sommerso: sono questi gli obiettivi che la Cgil di Prato ha posto a base del suo 24° congresso, che si svolgerà alla Villa Il Mulinaccio di Vaiano (via della Fattoria, 7). Davanti ad una platea di 127 delegati, in rappresentanza di 26.236 iscritti (al 30 novembre), nel pomeriggio di lunedì 19, preceduto dalla proiezione (ore 14.30) del documentario “Dal 1897 al 2022: 125 anni della Camera del Lavoro di Prato”, il segretario generale Lorenzo Pancini (ore 15) aprirà l’assise congressuale, che si chiuderà nel pomeriggio del giorno dopo, martedì 20 dicembre, con le conclusioni del segretario regionale Maurizio Brotini (ore 17.15), e la riunione straordinaria (ore 18.30), dopo le operazioni di voto e le comunicazioni delle commissioni (ore 18), dell’Assemblea generale per l’elezione del suo presidente e della presidenza e per l’elezione del segretario generale della Camera del Lavoro.
”Il XIX Congresso nazionale della Cgil – dice il segretario generale pratese Lorenzo Pancini nel presentare il XXIV Congresso della Camera del Lavoro – si svolge in un momento straordinariamente complesso e inedito, la crisi più profonda dal dopoguerra, contrassegnata dal crescere delle disuguaglianze e dalla crescente svalutazione del lavoro come fattore di coesione e di sviluppo economico e sociale”.
Fenomeni che hanno caratterizzato anche il distretto pratese, dove ”all’arretramento del manifatturiero non hanno corrisposto – secondo Pancini – nuovi processi di sviluppo su base industriale. L’esito, anche da noi, è stato un costante impoverimento del capitale produttivo locale”.
Nelle 247 assemblee congressuali, corrispondenti a 20.428 aderenti, in preparazione del congresso della Camera del Lavoro, che chiude l’anno in cui ha festeggiato anche il 125° anniversario della sua fondazione, gli iscritti hanno discusso (4.438, 1.959 lavoratrici e 2.479 lavoratori) e votato (5.065, il 24,79% degli aventi diritto, oltre due punti in più rispetto al 22,28% registrato nel 2018) i due documenti dell’assise nazionale, accordando una maggioranza schiacciante, che ha sfiorato l’unanimità (99,15% ), al testo intitolato “Il lavoro crea il futuro”, che fa capo al segretario generale Maurizio Landini e che dà il nome al congresso.
La necessità di nuova stagione di diritti è alla base anche dell’assemblea che si terrà a Vaiano. ”Già con il documento Ripensare Prato – chiude Pancini – la Cgil indicò una serie di azioni da attuare sul nostro territorio per rispondere alla crisi economica e sociale aggravata dalla pandemia: aumentare i salari, stop alla precarietà, giustizia fiscale, nuovo welfare. Noi crediamo che per invertire la tendenza, a Prato e nel nostro Paese, occorra andare in direzione opposta alle politiche fatte in questi anni e a quelle che si intravedono con la manovra di bilancio del nuovo governo”.



