di Andrea Mori
PRATO – “Prato città delle culture”, una giornata organizzata dal Partito Democratico di Prato al cinema Terminale, dedicata alle politiche culturali della città. Un evento con diversi tavoli di confronto in ciascuno dei quali si sono affrontati temi diversi. Uno di questi era focalizzato sui giovani: “Generazione Prato! Giovani e cultura: nuovi bisogni culturali”. A coordinarlo era stata designata Arjana Salimusaj, responsabile scuola dei Giovani democratici, insieme a Elena Dottore.

“Come Giovanile abbiamo coordinato il tavolo generazionale – ha detto Salimusaj” – grazie anche alla restituzione del sondaggio che le associazioni ‘Piazza degli Studenti’ e “Intersezioni” hanno realizzato. Abbiamo provato a immaginare e a costruire la cultura cittadina del domani, pensando a nuovi e diversi spazi di studio e di aggregazione, una reale accessibilità e una buona sponsorizzazione degli eventi culturali tenendo costantemente conto della multiculturalità del nostro territorio e del rapporto tra cultura, scuola e cittadinanza che deve essere davvero efficiente”.
Al tavolo poi, oltre ai cittadini non necessariamente legati al partito, erano presenti il segretario dei Giovani Democratici Niccolò Ghelardini e Sara Brogi, responsabile dell’organizzazione dei Gd di Prato.
Ghelardini ha così commentato l’iniziativa del Pd pratese: “La giornata di oggi è stata davvero fondamentale per l’elaborazione di una politica della nostra comunità, è stato importantissimo, come Giovani Democratici di Prato, aver portato il nostro contributo su quella che vorremmo che fosse la proposta culturale della nostra città. Le idee emerse sono state tantissime, spazi di aggregazione e partecipazione sono stati i temi più toccati ed è per questo che alla narrazione dei giovani che ‘non hanno voglia’, abbiamo voluto rispondere che non è così, ma che, anzi, vogliamo essere parte integrante che costruisce e guida i processi: sta a noi, alla politica rendere possibile tutto ciò ed è per questo che i lavori del nostro tavolo, che sono iniziati con la giornata di oggi, continueranno e proseguiranno per costruire una proposta strutturata che dia spazio alle diverse sfaccettature di questo grande tema”.
Il confronto come detto ha preso il via con la restituzione da parte di Salimusaj dei risultati del sondaggio informativo realizzato da “La Piazza degli Studenti” e da “Intersezioni”, sondaggio che era stato rivolto a ragazzi e ragazze dai 14 ai 30 anni, per la stragrande maggioranza sono studenti delle scuole superiori.
Uno tra i quesiti posti, è stato il seguente: “Tra queste proposte culturali quali ritieni debbano essere potenziate?”.
Poco meno del 60% ha indicato le attività di studio e partecipazione, e quindi biblioteche, sale di studio, dibattiti su tematiche giovanili, orientamento agli studi e al lavoro. Dietro, le mostre e gli eventi culturali (festival a tema, mostre d’arte di vario genere). Infine attività di spettacolo, e quindi teatro e concerti di vario genere. Poco meno del 10% ha risposto “altro”.
Dal sondaggio è poi emersa la mancanza di mostre d’arte non canoniche (fotografie, arte di strada), di attività di spettacolo indirizzate ai giovani (organizzarne non solo per adulti e giovanissimi), di serate di musica live e concerti. Poi è venuto fuori la necessità di incrementare festival a tema, di eventi interculturali e di riflessione collettiva, di iniziative di formazione su transfemminismo, temi di attualità, di economia solidale, di sostenibilità ambientale, di salute mentale (creazione di un mezzo per far conoscere in città i servizi offerti come i gruppi di auto muto aiuto).
Per quanto riguarda lo sport è emersa la necessità di valorizzare le discipline sportive non classiche come le arti marziali e rendere accessibile da un punto di vista dei costi l’attività sportiva, sia agonistica che non agonistica.
Poi l’organizzazione con le scuole di momenti di orientamento universitario, lavorativo e di conoscenza delle opportunità offerte come ad esempio il servizio civile ed il servizio civile europeo.
Sugli spazi di studio e le biblioteche, si chiede che non vengano potenziate solo quelle nel centro centro storico, ma anche le quelle decentrate. Poi creare spazi alternativi alle classiche biblioteche dove poter studiare in gruppo con attività di supporto allo studio, che siano aperte anche la sera e durante i mesi prima delle sessioni di esami.
Da parte di tutti è stato sottolineato da tutti i partecipanti al tavolo, la condivisa ironia rispetto al fatto che la Lazzerini, l’unico giorno in cui resta aperta fino alle 23 sia il venerdì, non proprio il giorno in cui uno studente ama fare così tardi sui libri.
Fortemente sentito anche il tema dell’accessibilità, rendendo le attività e gli spazi accessibili a persone con disabilità e neuro divergenti con orari ben pensati.
Sul trasporto pubblico è emersa la necessità che debba essere garantito un buon servizio con prezzi accessibili, in tal senso per i giovani si deve prevedere la gratuità e in generale i pagamenti degli abbonamenti devono essere calcolati secondo il reddito stabilito secondo l’Isee, agevolando e esonerando i redditi più bassi.



