di Andrea Mori
PRATO – “Da quando Ilaria Bugetti ha dato le proprie dimissioni, ci troviamo con una paralisi amministrativa dell’ente, nel senso che in questo Comune non si fa più niente”. È Leonardo Soldi, consigliere comunale della lista Gianni Cenni Sindaco, ad aprire la conferenza stampa convocata questa mattina dal centrodestra per denunciare, in modo compatto, quello che definiscono come un vero e proprio “blocco istituzionale e amministrativo in cui è precipitato il Comune di Prato”.

Secondo le opposizioni – Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e la civica Gianni Cenni Sindaco –, anche se sono previsti dalla legge 20 giorni prima che le dimissioni diventino effettive (fino al 10 luglio ndr.), un Comune di 200mila abitanti non può restare senza guida per tutto questo tempo. A questo proposito, le opposizioni hanno voluto far presente come anche in caso di elezioni ordinarie il sindaco uscente rimanga in carica fino all’ultimo giorno.
L’attacco al Pd: “Fuggiti da ogni confronto”
Il centrodestra attacca duramente il Pd: “Non è possibile che questa classe dirigente abbia deciso di uscire dal Palazzo per rifugiarsi nelle sedi di partito, con la presenza tra l’altro dell’ex sindaco Biffoni il cui silenzio, assordante, è giusto far presente”.
Durante e dopo il consiglio comunale del 19 giugno – ricordano le opposizioni –, la sindaca aveva dichiarato di voler proseguire il mandato, per poi invece dare le dimissioni il giorno successivo. Da lì in poi, spiegano, “non sono state più date spiegazioni al Consiglio comunale della città”. Le dimissioni sarebbero state comunicate ai capigruppo 72 ore dopo, e solo una comunicazione avvenuta “per caso” il 26 giugno avrebbe fatto luce sulla situazione. “Nessuna informazione ufficiale è stata fornita né dalla sindaca né dal presidente del consiglio comunale”.
“Questa situazione non solo toglie al Comune strumenti operativi fondamentali, ma crea un danno economico concreto ai lavoratori e all’ente stesso”, aggiunge l’opposizione.
La richiesta di un consiglio straordinario
Per questo i gruppi di minoranza hanno protocollato la richiesta di un consiglio comunale straordinario. Obbiettivo: affrontare pubblicamente la questione delle dimissioni della sindaca e le conseguenze amministrative. Verrà presentata anche una mozione per impegnare il Comune a consegnare, in caso di commissariamento, “una relazione tecnica dettagliata sullo stato di avanzamento di tutti i progetti in corso, così da evitare ulteriori perdite di tempo e risorse”.
“Noi – dichiarano – respingiamo sin da ora ogni eventuale tentativo della maggioranza di nascondersi dietro cavilli interpretativi del Testo Unico degli Enti Locali per evitare il confronto in Consiglio: anche se la norma non obbligasse la convocazione, il confronto politico e pubblico è un dovere morale e democratico”.
“Non si può rassicurare la città un giorno e fuggire quello dopo senza rendere conto a nessuno. Non lo permetteremo. Il Consiglio comunale non è una formalità: è il luogo della democrazia e del confronto, e deve essere rispettato. Noi ci batteremo perché venga ripristinata trasparenza, rispetto istituzionale e continuità amministrativa in questa città.”
Commissioni ferme e atti bloccati
Le conseguenze concrete, secondo l’opposizione, sono pesanti: la commissione consiliare sul bilancio prevista per il 25 giugno è stata annullata, impedendo l’approvazione di due delibere fondamentali: la n. 160 del 29 maggio (seconda variazione al DUP 2025-2029), che includeva alienazioni immobiliari per oltre 3 milioni di euro, e la n. 301 del 28 maggio, relativa alla modifica del regolamento per l’applicazione del canone patrimoniale e di concessione dei mercati.
Rita Pieri (FI): “Qualcuno ha perso la lucidità”?
Interviene anche Rita Pieri, consigliera di Forza Italia, che replica alle parole del segretario dem Marco Biagioni: “Io vorrei tranquillizzarvi, dicendovi che non è colpa del centrodestra se è successo tutto questo. Qualcuno ha perso la consapevolezza? La lucidità? Questo mi viene da pensare se viene rilasciata come prima dichiarazione il fatto che il nostro comportamento sarebbe da considerarsi ‘sciacallaggio politico’ ed un tentativo di ‘riappropriarsi del potere in città’: fatemi dire che affermare questo è tanta roba”. Pieri aggiunge che “se proprio una giustificazione a questa reazione va trovata, è quella che tutti, come cittadini, viviamo una situazione di ansia”.
Tommaso Cocci (FdI): “È finito il coraggio del Pd”
A chiudere Tommaso Cocci di Fratelli d’Italia, che punta il dito contro la recente ‘auto-celebrazione’ del Pd: “Quindici giorni fa le le tantissime conferenze stampa sul grande successo di Seminare idee, il festival sul coraggio, coraggio però che dopo poche ore non si sa più dove sia, visto che non c’è stato un confronto politico. Non c’è stata nessuna voglia di affrontare quello che sta succedendo in questa città”.
E aggiunge: “Il Partito Democratico, crollato su sé stesso, ha pensato bene far crollare anche qualsiasi attività di questo Comune. Qualsiasi giorno, a qualsiasi ora veniate, sembra di essere al 14 di agosto qua dentro. Assolutamente inaccettabile che il Pd sia scappato da qualsiasi tipo di confronto, alla gran faccia del coraggio che ci hanno propinato per tre giorni col festival con cui ci volevano anche insegnare l’etica della politica”.



