mercoledì, Settembre 9, 2026

Prato, le proposte di CNA alle istituzioni per una nuova competitività delle imprese

di Enrico Becchi

PRATO – “Prato, una nuova e possibile competitività”. Questo il titolo della conferenza che, ieri pomeriggio, si è tenuta presso la sede di CNA Toscana Centro di Prato. Scopo dell’incontro era quello di presentare alle Istituzioni delle proposte concrete per progetti di sviluppo di una nuova competitività del territorio pratese.

Nei mesi scorsi, per formulare queste proposte, CNA ha effettuato un’indagine su oltre 200 aziende della zona. Fra i dati che sono emersi c’è quello del tasso di crescita, che è risultato pari a zero alla fine del 2021. Più nel particolare, per esempio, si è registrato un +1% per le imprese straniere e un -1% per quelle italiane; un -4% nel settore delle costruzioni e un -10% nelle imprese giovanili. Il quarto trimestre del 2021 ha fatto rilevare un +14% del settore manifatturiero, però accompagnato da un -15% della produzione rispetto al 2019.

Molte le domande che sono state poste direttamente agli imprenditori nel corso dell’indagine. Secondo il 60% degli intervistati, il settore manifatturiero sarebbe quello strategico su cui puntare per una ripresa. Un 23% ritiene di aver incontrato delle difficoltà ad investire in sistemi di transizione digitale. E la maggioranza degli imprenditori sostiene che, nell’ambito dell’energia, puntare sulle rinnovabili sarebbe la strategia vincente.

L’incontro a Cna Prato

”Secondo le previsioni di IRPET, si potrebbero perdere fino a 15.000 imprese in Italia se l’attuale congiuntura economica si dovesse mantenere fino al 31 dicembre 2022” sostiene Stefano Vivai, vicedirettore di CNA Toscana Centro. ”L’emergenza sanitaria prima e la crisi energetica ora hanno colto impreparati molti territori. L’Amministrazione pratese si è dimostrata una di quelle più pronte, ma è innegabile che delle ripercussioni forti ci sono state anche su Prato. Adesso abbiamo l’opportunità straordinaria di far convergere i fondi del PNRR con quelli settennali della Regione Toscana, e va colta con due scopi: per rilanciare le imprese pratesi, e per pensare delle strategie che possano prevenire scenari simili in futuro”.

”L’obbiettivo principe è quello di creare una nuova redditività per le imprese” dichiara Leandro Vannucci, Presidente dell’Area Territoriale Prato Città. ”Transizione circolare ed ecologica, competenze, innovazione tecnologica e digitale, efficientamento energetico. Dalla nostra indagine emerge che questi sono i punti chiave su cui puntare per arrivare a questo traguardo. Però serve un progetto unico e condiviso. Uno integrale, senza frammentazione di risorse come spesso avvenuto negli anni passati, e fatto di una burocrazia più snella. Uno di respiro regionale, in cui la Ragione, appunto, contribuisca a livello di coordinamento e di competenza diretta”.

Ilaria Bugetti, Consigliere della Regione Toscana, e il sindaco Matteo Biffoni, erano fra i rappresentati delle Istituzioni invitati al confronto.

”Adesso abbiamo un indice accurato da cui partire. Ma le questioni sono molte o molto complesse, meritano un approfondimento a parte una per una” commenta Bugetti. ”Condivido pienamente la filosofia di pensare a delle soluzioni che siano anche preventive di problemi futuri, oltre che curative di problemi attuali. Nell’ambito dell’energia, per esempio, la Toscana ha un enorme potenziale che deriva dal geotermico e dal mini-idroelettrico. In Regione abbiamo già iniziato una serie di incontri sul tema, ma sarà appunto uno dei principali da approfondire al più presto: la strategia delle comunità energetiche è senz’altro una di quelle che rientrano in questa ottica di ripresa e prevenzione”.

”Approvo l’idea di individuare già da adesso delle soluzioni che guardano al futuro, e anche quella di pensare degli interventi che siano integrati su tutto il territorio regionale» afferma Biffoni. «Bisogna però pensare anche a risolvere il problema della coerenza complessiva degli interventi, che spesso hanno incontrato degli ostacoli di natura burocratica, o dipendenti da Istituzioni nazionali, in tutte le fasi di individuazione, progettazione e realizzazione delle opere”.

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