PRATO – Un fine settimana dedicato al vino e alle aziende vitivinicole, provenienti da tutte le regioni d’Italia, che hanno presentato al pubblico e agli addetti ai lavori una selezione dei loro prodotti d’eccellenza e di alta qualità.
La quarta edizione del Prato Wine Festival torna nella città laniera dal 17 al 20 aprile con un importante cambio di location: se nelle prime tre edizioni si è svolta negli spazi polivalenti del Garibaldi, quest’anno, sulla scia dei buoni riscontri in termini di visibilità e pubblico, la rassegna è ospitata nel cortile interno di Palazzo Vaj, in un ambiente più raccolto e all’aperto che ha permesso una migliore dislocazione degli stand.

Altra novità significativa è la possibilità per tutti i visitatori di acquistare le etichette degustate direttamente in loco a “prezzo di fiera”, con sconti e agevolazioni molto convenienti e difficilmente reperibili altrove.
Confermata invece la formula, pensata per attirare un pubblico ampio e variegato, con degustazioni illimitate al costo fisso di 15 euro (più 3 euro di cauzione per il calice) e l’occasione di assaggiare in loco le eccellenze enologiche di produttori vitivinicoli di tutto il territorio nazionale.
È un’occasione di incontro, di conoscenza e di approfondimento della cultura enologica che non vuole rimanere limitata agli esperti del settore, ma ha l’obiettivo di coinvolgere una platea sempre più vasta di amanti dei vini e semplici curiosi, che in occasione del festival possono acquistare il kit per la degustazione e assaggiare le etichette presentate dalle aziende partecipanti, una trentina di produttori per un centinaio di vini in totale.
Una scelta accurata che non ha deluso le aspettative, a testimonianza della crescente attenzione verso tali iniziative e le loro proposte: in un mercato dei vini sempre più competitivo e inflazionato, spesso a scapito della qualità del prodotto, si avverte il bisogno di riscoprire le eccellenze enologiche dei nostri territori e di incontrare di persona i produttori locali, conoscere la loro storia, i metodi di produzione, le antiche tradizioni portate avanti o riscoperte.
Grazie alla cortesia degli stessi produttori locali e alla competenza dei sommelier della Fisar, la visita agli stand si trasforma in un viaggio pieno di sorprese alla scoperta delle varie etichette: un percorso all’insegna di una produzione artigianale, biologica e nel rispetto dei cicli naturali, spesso effettuata da piccole aziende vitivinicole a conduzione familiare che portano avanti da generazioni questa “sapienza” enologica.

Un percorso anche geografico, a partire dai vini “di casa” di Carmignano e del Montalbano e poi attraversare tutte le regioni italiane – con un piccolo “sconfinamento” in Alsazia – in un vero e proprio tour enologico della penisola tra cantine d’eccellenza e vitigni autoctoni, nomi consolidati e piccole aziende emergenti dai numeri più contenuti ma capaci di puntare tutto sull’alta qualità e la sostenibilità dei propri prodotti.
La giornata conclusiva della rassegna, lunedì 20 aprile, sarà invece riservata agli addetti ai lavori, ai rappresentanti delle aziende vitivinicole e agli operatori del settore HoReCa (alberghi, ristoranti e bar, catering), proprio allo scopo di favorire l’incontro tra i produttori di vini e le realtà del mondo dell’hotellerie e della ristorazione interessate all’acquisto di tali etichette.
L’evento, che consolida il suo legame con il territorio, è realizzato in stretta collaborazione con Confartigianato Imprese Prato, Fisar Prato, Confesercenti Prato e Confcommercio Pistoia e Prato.










