di Stefano Di Cecio
PISTOIA – Alla Sala Manzini della Biblioteca San Giorgio è stato presentato il libro “Quando il mare profumava di salsedine” alla presenza dell’autrice Alessandra Chirimischi, l’editrice Francesca Fazzi e la studiosa di Egle Marini, Laura Vannucchi. “Il libro è nato più o meno per caso – dice Alessandra – un giorno, mentre stavo lavorando nella casa in montagna, dalla finestra entrò un filo d’aria e pensai, mi aspetta un’invernata intera senza neanche un giorno di vacanza.

Mi venne in mente Viareggio, e tornai a camminare in luoghi che mi avevano visto bambina ritrovando ‘pezzi’ di me. Emozioni intense di molti anni fa che ho voluto appuntare, senza nessuno scopo diverso da quello di poterle rivivere. Poi, rileggendo quegli appunti, ho deciso di metterli in ordine perché si trattava di riflessioni che non parlavano solo di me ma mi davano la possibilità di approfondirle con altri argomenti della Viareggio degli anni sessanta. Quindi ho proposto all’editore Maria Pacini Fazzi di Lucca il mio lavoro e lo hanno pubblicato”.
La memoria è bella, ma forse spesso più per chi la scrive o per gli amici ma non per il grande pubblico. In questo caso però questa riscoperta di ricordi personali, anche se non sempre belli, si trova la Viareggio del mese di villeggiatura con i suoi rituali quotidiani, il pranzo, il bagno, l’uomo che passava sulla spiaggia a portare la merenda, situazioni in cui è facile riconoscersi. Una quotidianità scandita da orari precisi, definiti da regole, la spiaggia, la passeggiata in pineta all’ombra quando il sole era troppo alto, il dolce della domenica, il pranzo, certezze che si ripetevano, davano sicurezza facevano sentire di essere in vacanza.

“La capacità dell’autrice – dice Francesca Fazzi – è stata quella di riappropriarsi della memoria, renderla attuale, positiva e nutrirsene. La caratteristica peculiare di questo libro è che può conquistare il lettore grazie a tutto ciò che accomunava coloro che trascorrevano le vacanze versiliesi degli anni 60”. Un libro che si basa infatti essenzialmente su tre parole: “Boom, Boomer e Boomerang”. Gli anni sessanta quindi gli anni del Boom economico, i cui figli oggi sono appunto i Boomer, infine Boomerang perché da questo grande boom economico ci stanno tornando indietro anche cose molto negative. I luoghi sono quelli gli edifici di Viareggio legati al Liberty che si trovano vicino al bagno Marco Polo, edificio che fu usato durante la seconda guerra mondiale, anche dai soldati della divisione Buffalo, quelli di “Miracolo a S.Anna” del regista Spike Lee. A corredo del libro alcune immagini di vecchie cartoline che ritraggono i luoghi in quegli anni fornite con grande piacere da un collezionista.
Non si parla delle esibizioni di Mina alla Bussola o del Piper, però c’è una Versilia della cultura, quella legata ad un illustre artista pistoiese, Marino Marini e a sua sorella Egle. Ne parla la restauratrice e studiosa Laura Vannucchi, che mostra molte foto della famiglia Marini nella Viareggio di quegli anni. Parla dell’asma di Marino e della sua necessità di trascorrere tempo in quella località, lontano dall’aria umida di Pistoia. Con l’avvento poi della seconda guerra mondiale le loro vite si sono divise, Egle ha ricoperto il ruolo, doveroso per una donna di quei tempi, cioè quello di essere moglie e madre, seguire la famiglia, genitori anziani. Marino invece ha avuto la possibilità con le straordinario talento che aveva, di spiccare il volo come artista, andare via da Pistoia e intraprendere una carriera che lo ha fatto diventare artista di fama mondiale, uno dei più grandi artisti del novecento.










