mercoledì, Settembre 9, 2026

Presentato il “quaderno” del Circolo Rosselli con Giani e Tomasi

di Marcello Paris

PISTOIA – Il primo quaderno del 2025, redatto dal Circolo Rosselli di Firenze, dedicato interamente alla Toscana, è stato presentato dal suo presidente l’Onorevole Valdo Spini nella sede della Fondazione Caript a Pistoia salutati dal presidente Luca Gori. Con Spini i candidati in pectore a guidare la Regione, il presidente uscente Eugenio Giani e il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi e a moderare la vice direttrice de La Nazione Cristina Privitera.

foto Carlo Quartieri

Chi si aspettava, come da premessa, che  l’incontro fra Giani e Tomasi fosse improntato al confronto politico è rimasto deluso. In realtà si sono soprattutto limitati a dire la loro sulla lentaggine e l’indecisione dei partiti, o coalizioni di riferimento, nel formalizzare le candidature.

Il quaderno, che in realtà ha la dignità del libro, analizza la Toscana in tutte le sue componenti:economiche, sociali, la sanità, le grandi bellezze, la cultura, l’urbanizzazione, pregi e difetti della regione  fino alla programmazione regionale e il Governo del Territorio. A completare il quadro le interviste ai dieci sindaci dei capoluoghi di provincia. Insomma uno spaccato di cosa è la Toscana del 2025, ma anche uno sguardo allo sviluppo della Toscana nella seconda metà de ventesimo secolo e i problemi legati al turismo di massa, soprattutto a Firenze.

foto Carlo Quartieri

Dal Libro esce una fotografia che Spini ha illustrato partendo dalle potenzialità della regione ma anche dei suoi problemi. Problemi che in questo momento riguardano principalmente la moda che con i suoi centomila addetti   rappresenta un terzo del prodotto industriale. Poi uno sguardo alle disuguaglianze all’interno del territorio che la regione deve cercare di colmare con la programmazione e  stimolando gli investimenti. Noi, dice Spini, speriamo che il dibattito che proponiamo attraverso questo libro possa essere un elemento di crescita della classe dirigente e, aggiunge, visto con gli occhi della mia esperienza direi che ce n’è bisogno.

Poi Spini rivolge uno sguardo più attento alla politica e al ruolo che la stessa deve svolgere per un progetto riformista  che solleciti e qualifichi i fattori della produzione, impresa, lavoro e territorio tali da incrementare la produttività e con essa i salari.  Tutto ciò anche per fermare la sfiducia che i cittadini dimostrano con l’astensionismo elettorale.

Un capitolo importate del “quaderno” è dedicato alla “Stabilità e competizione nella storia elettorale della Regione Toscana” del politologo Antonio Floridia.

Ai due candidati in pectore, Giani e Tomasi, Privitera ha chiesto a che punto è la formalizzazione delle candidature e quando si andrà a votare considerando che permane l’incertezza sulla data.

foto Carlo Quartieri

Alle domande di Privitera, Giani e Tomasi, con il solito fai play che li distingue nei loro incontri, si sono scherniti dicendo entrambi che sono a disposizione ma mentre il presidente uscente dice di essere tranquillo, anzi avvantaggiato, perché il ritardo gli consente di continuare a lavorare senza l’assillo della campagna elettorale. Appena un cenno di quanto fatto in regione con la sanità, su classifica degli organi di controllo, ai primi posti in Italia. Dall’intervento di Tomasi traspare chiaramente l’insofferenza di fronte alle indecisioni dei suoi referenti che non riescono a decidere creando incertezza nell’elettorato e impedendo a chi sarà il prescelto di fare una campagna elettorale nella quale si possa presentare compiutamente un programma sulle cose che si vogliono fare, quali le priorità ed eventualmente il cambiamento di paradigma  rispetto al Governo regionale attuale: lasciare le cose che funzionano e cambiare quelle che non si condividono.  

Alla domanda sulla data delle prossime elezioni la risposta di Giani è stata netta: per lui, sulla base della Costituzione e facendo una serie di considerazioni di opportunità politica e funzionale, la data dovrebbe essere il 15 ottobre, una data  esplorata anche nella conferenza delle regioni che si è tenuta di recente a Venezia. Siccome decidere la data delle elezioni spettano al presidente con Decreto, ha sostenuto, io sono pronto e se non cambia la legge, ma non capisco, ha insistito Giani, perché dovrebbe cambiare, la data deve essere entro ottobre, ma insisto per il 15,  per consentire la presentazione delle liste dei candidati e permettere ai cittadini  di farsi un’idea di chi sono e soprattutto conoscere i programmi.

D’accordo Tomasi. ma su questo punto la sua è una posizione passiva anche se di stimolo per la  parte politica che rappresenta. “Sempre che sia io il candidato”, ha concluso.   

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