di Alberto Vivarelli
PISTOIA – La decisione del “popolo” del centrosinistra è stata netta: Giovanni Capecchi sfiderà Anna Maria Celesti alle elezioni comunali del maggio prossimo. Onore a Stefania Nesi che ha portato a casa oltre 4mila voti (43,6%) niente affatto scontati, anche per i diversi tempi della campagna elettorale.

Sui percorsi dei candidati si potrebbe aprire un capitolo a sé stante, ma restiamo al tema, lasciando da parte la retorica (“Primarie grande esercizio di democrazia”), perché sulla possibilità di dare la parola al popolo ci sono stati cambi di rotta da entrambe le parti.
Siamo soliti andare controcorrente – il mainstream, come dicono quelli bravi – e lo faremo anche questa volta. Oltre 9mila votanti sono la testimonianza della voglia di partecipazione che entrambi i candidati hanno riattivato in un comune che già dalle Regionali scorse aveva mandato messaggi inequivocabili, quindi bravi Capecchi e Nesi.
A Primarie concluse, già si cercavano gli sconfitti, ma di sconfitti in questa vicenda non ce ne sono. Il Pd ha vinto perché seppur spalmato nei due schieramenti, ha portato al voto una marea di persone: a chi cerca di alimentare la polemica, a destra e/o sui giornali, ci permettiamo di suggerire cautela e una rilettura delle Regionali.
Nel settembre scorso il Pd ottenne 14.160 voti e la coalizione di centrosinistra 18.637. A Fratelli d’Italia andarono 11.4558 voti e alla coalizione di centrodestra 16.040. Quindi, ipoteticamente, il centrosinistra parte da una base di 9.339 voti. Arrivare ai numeri delle Regionali potrebbe essere un soffio, in considerazione del fatto che Alessandro Tomasi è altrove e che Anna Maria Celesti, seppur forte, non è fortissima.
Nel centrosinistra adesso è il tempo di misurare la lealtà, lasciando ad altri la fedeltà. Adesso devono essere mantenute, da entrambe le parti, le promesse sintetizzate in una sola parola: insieme. Leggendo i commenti pre e post Primarie, abbiamo qualche dubbio. I pozzi sono stati avvelenati, nessuno esce candido da questa storia nonostante i tentativi – assai goffi – di rivendicare primogeniture improbabili.
Finito il tempo delle cattiverie, degli insulti e dei cuoricini che volano, Capecchi e Nesi devono sedersi al medesimo tavolo e disegnare la strategia vincente: spetta a loro, non ad altri. Velocemente perché i tempi sono strettissimi e già incombe il tema dei temi: la formazione delle liste dei candidati. Per il Pd la decisione passa dall’assemblea comunale e non sarà un percorso facile. A sostegno di Capecchi, invece, si formerà una lista civica che potrebbe accogliere i “bocciati” dal Pd e che, in caso di vittoria, potrebbe mandare in Consiglio un nutrito gruppo di consiglieri. I tempi per farlo sono strettissimi: una decina di giorni.
Le speranze e le attese sono tante, inutile negarlo. C’è chi è cerca di una riconferma, chi aspira a vivere per la prima volta quella esperienza, chi, addirittura, si propone ponendo anche condizioni come si fosse l’ombelico del mondo.
Questa è la fase dei nervi saldi e dell’equilibrio. Una forzatura nella composizione delle liste potrebbe vanificare il successo delle Primarie. Per questo il pallino dovrebbe andare in mano ai due candidati.
Poi ci sarà tutto il tempo per il regolamento dei conti, perché ci sarà e non sarà una passeggiata.







