PISTOIA – “La pace, prima di tutto. C’è un legame diretto tra il continuo ricorso alla guerra nelle relazioni internazionali e le condizioni di vita materiali dei lavoratori anche nei nostri territori, per le conseguenze economiche che investono imprese e attività commerciali e per la tendenza di politiche neoliberiste, sempre più incapaci di mantenere l’equilibrio degli assetti globali, a svalutare il lavoro”.
E’ l’inizio della dichiarazione per la Festa dei Lavoratori del segretario della Cgil Prato Pistoia Daniele Gioffredi.
“In un convegno recente, svolto a Prato – prosegue Gioffredi –, ci siamo occupati dello sfruttamento del lavoro, con la richiesta avanzata di adeguare, con nuove assunzioni, gli organici dei servizi ispettivi, delle forze dell’ordine e del Tribunale. Ma quello che ci deve far riflettere è lo scenario emerso dal convegno: l’idea che le cose vadano meglio se si risparmia sul lavoro, se non si assume stabilmente, se si tengono i salari scandalosamente bassi, se i lavoratori vengono posti in stato di forte costrizione, perdipiù in ambienti ad alto rischio sicurezza, è falsa.
La storia di questi anni si è incaricata di dimostrarlo, nel mondo e in Toscana, a Prato, a Pistoia. Se alla crisi di un assetto globale si risponde con la guerra, ci sono solo sofferenze e distruzioni di risorse e di capitale umano. E’ anche questo che vogliamo significare con “Contrattazione. Nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale”, le parole d’ordine che con Cisl e Uil abbiamo scelto per la manifestazione del 1° Maggio”.
“Sono uscite recentemente – continua il segretario generale della Cgil Pistoia Prato – graduatorie, di diversi istituti, sul reddito delle città e province, dalle quali risulta che, a Prato, nel 2024, c’è stata una diminuzione nei redditi delle famiglie e che pro-capite sono tra i più bassi in Toscana e al di sotto della media nazionale. A conferma, per tutte cito la ricerca dell’Ires Cgil: il reddito medio pratese di un lavoratore dipendente nel settore privato è inferiore di tremila euro rispetto a quello regionale, 20.189 euro contro 23.188, nel manifatturiero è addirittura ancora più basso, si ferma a 19.207 euro. Una situazione di povertà che la Cgil denuncia da tempo, sulla quale ha acceso i riflettori, e su cui occorre interrogarsi anche per individuare gli strumenti di governo che, pure localmente, in presenza della tornata elettorale amministrativa, si potrebbero mettere in campo”.
“Perché non è vero – chiude Gioffredi – che non si può fare niente. Intanto si potrebbe ragionare su interventi che contrastino i processi di deindustrializzazione, colpiscano la rendita, perché è in essa che si annidano le zone grige che alimentano illegalità e sfruttamento. Certo siamo in assenza di politiche governative, come dimostrato dagli errori di calcolo che hanno portato allo sforamento del deficit.
Assenza tanto più grave per effetto dei gravi scenari economici conseguenti alla sciagurata aggressione dell’Iran da parte di Stati Uniti e Israele. Non possiamo permetterci di rinunciare al futuro industriale dei nostri luoghi. Serve una chiara inversione di tendenza nelle politiche nazionali, che parta dal lavoro, con una fiscalità equa e progressiva, con politiche energetiche che puntino all’abbassamento dei costi e alla transizione ecologica, con stipendi vorrei dire umani. Un lavoro qualificato e dignitoso, come condizione di nuovo sviluppo. Sono sfide che dobbiamo affrontare anche localmente, non possiamo permetterci il lusso di non misurarsi con la crisi che ci viene da fuori, ma anche da dentro, in contesti sociali che non hanno bisogno di scoprire la globalizzazione, perché già “globali”. Sono temi che dovrebbero peraltro essere al centro delle campagne elettorali, perché chiunque sarà eletto dovrà fare i conti con questi problemi. Un saluto alle lavoratrici e ai lavoratori. Buon 1° Maggio”








