mercoledì, Settembre 9, 2026

Promossi e bocciati. Solo 13 comuni su 20 discutono la contrattazione sociale con i sindacati

di Marzio Dolfi

PISTOIA – Le Segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil tirano le somme di quelli che sono stati i comuni della provincia di Pistoia a partecipare alla Contrattazione sociale 2025.

“Quest’anno abbiamo incontrato 13 comuni su 20. Con 10 di loro abbiamo firmato un protocollo d’intesa: Agliana, Larciano, Massa e Cozzile, Montale, Pistoia, Pieve a Nievole, Ponte Buggianese, Quarrata, San Marcello-Piteglio e Uzzano. Vogliamo ringraziare queste amministrazioni comunali per il proficuo confronto che ci ha permesso di condividere scelte fondamentali per i cittadini”.

Nell’elenco di quelli che non hanno convocato i sindacati per un confronto legato soprattutto ai temi sociali ci sono Abetone-Cutigliano, Buggiano, Chiesina Uzzanese, Montecatini Terme, Sambuca Pistoiese, Serravalle Pistoiese, Pescia.

Dimenticanze? Sottovalutazioni? Quale che sia il “motivo”, che appare in qualche modo “trasversale”, ci sono amministrazioni che non hanno sottoscritto nessun accordo con i sindacati: sono Lamporecchio, Marliana e Monsummano.

Maglia nera Abetone-Cutigliano, Buggiano e Chiesina Uzzanese, con i quali anche negli anni precedenti non c’è stata alcuna riunione. “Questo ci fa capire – commentano le tre Segreterie – come non si riconosca l’importanza del ruolo del sindacato sui vari territori”.

La piattaforma unitaria Cgil-Cisl-Uil sulla contrattazione sociale 2025 era stata inviata a tutte le amministrazioni alla fine dello scorso settembre, con lo scopo di aprire un confronto sui bilanci preventivi degli enti locali.


I temi prioritari che dovevano essere al centro della discussione “sono le risorse destinate a sociale, sanità servizi educativi – scrivono in una nota comune Cgil, Cisl e Uil -, ma anche le misure di contrasto all’evasione ed elusione fiscale, le tariffe dei servizi, gli appalti pubblici e le politiche di genere.


Viviamo un momento straordinariamente complesso e inedito che vede l’inasprirsi della crisi economica e sociale, della precarizzazione del lavoro e delle condizioni di vita di un numero sempre più elevato di persone e il ritorno delle guerre come strumento per dirimere i conflitti”.

“Ai Comuni che abbiamo incontrato – aggiunge la nota – abbiamo chiesto di conoscere quali aiuti hanno posto in essere per sostenere sia i cittadini che le imprese particolarmente colpite dall’aumento dei costi energetici e dell’inflazione. Abbiamo inoltre messo in risalto che il mantenimento della medesima quantità di risorse destinate al capitolo sociale per l’anno 2025 potrebbe non essere sufficiente a coprire i nuovi bisogni dei potenziali destinatari, soprattutto in considerazione del taglio al contributo affitti e al fondo per la morosità incolpevole operato dal governo due anni fa.


I tagli lineari che hanno ridotto le risorse agli enti locali e che continuano a produrre effetti negativi sui servizi rendono necessario che la contrattazione con i comuni assuma sempre più la forma di un vero e proprio patto contro la povertà”.

I tre maggiori sindacati ci tengono a ringraziare le amministrazioni con cui hanno sottoscritto il protocollo “per il proficuo confronto che ci ha permesso di condividere scelte fondamentali per i cittadini”.

“Purtroppo – aggiunge ancora la nota delle Segreterie provinciali – per alcune delle amministrazioni comunali incontrate sedersi a un tavolo con i sindacati si riduce a una mera informazione, dimostrando così di non aver capito l’importanza del ruolo di rappresentanza che in quel momento svolgono le parti sociali con la loro presenza diffusa sul territorio che gli permette di conoscere direttamente dai cittadini quali sono i reali bisogni e succede anche che difronte a nostre proposte alcune amministrazioni comunali si irrigidiscano sulle proprie scelte.


Con altri comuni abbiamo ritenuto che non ci fossero le condizioni per firmare un accordo in quanto le amministrazioni hanno previsto aumento delle tariffe e delle aliquote che secondo noi potevano essere evitate con scelte politiche diverse e più coraggiose, non limitandosi a fare calcoli matematici, come nei casi di Monsummano Terme e Lamporecchio”.

Un altro elemento di amarezza, che sembra singolare su un tema di così grande spessore sociale: “quest’anno nonostante i ripetuti solleciti e richieste, non siamo stati convocati dai Comuni di Montecatini, Sambuca Pistoiese e Serravalle Pistoiese, comune con il quale abbiamo instaurato in passato, un rapporto corretto anche se non concluso sempre con la firma di un protocollo.


Come sindacati riteniamo fondamentale che incontrarsi più volte con i comuni sia il modo per approfondire temi così importanti e necessari per raggiungere buoni accordi. Firmare un accordo non può essere però un punto di arrivo ma l’inizio di un rapporto serio che prevede momenti di verifica che non mancheranno da parte nostra e di eventuali aggiustamenti”.

L’auspicio è quello che si recuperi una sensibilità che in alcuni casi si è persa per strada.

“Nei prossimi mesi manderemo a tutte le amministrazioni una richiesta di incontro per valutare l’andamento della gestione amministrativa attuale e preparare le basi per la futura contrattazione sociale 2026”, concludono Cgil, Cisl e Uil, che si augurano per il prossimo Bilancio una più ampia attenzione da parte di tutti e 20 i comuni pistoiesi.

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