di Beatrice Beneforti
PISTOIA – Figlio d’arte ma innamorato del calcio fin da bambino, Oliver Lapio ha iniziato soltanto a tredici anni a studiare musica, andando a lezione dal maestro Nick Becattini che gli insegnava chitarra elettrica e acustica, e si è ritrovato, vent’anni dopo, a ricevere il Leone d’Oro per meriti professionali nel settore musicale.
“Ho iniziato molto tardi a studiare musica, per me c’era il calcio, ero anche bravo. Pensa che a un certo punto, verso i vent’anni, ho iniziato a studiare da autodidatta tastiere e pianoforte. Guardavo gli altri suonare, osservavo mio padre e provavo. Forse sono più bravo nel pianoforte che nella chitarra” racconta Oliver.

Oliver è figlio d’arte perchè il padre Bruno è il proprietario dello storico negozio di strumenti musicali di via Puccini, inizialmente aperto nel 1964 a Vergaio (PO) e trasferito nel 1992 nell’attuale sede.
Oliver ormai da anni lavora con il padre ma parallelamente ha sviluppato un modo tutto suo e indipendente di fare musica che lo ha portato a riceve il premio Leone d’Oro di Venezia, lo scorso giugno, per meriti professionali nel settore musicale.
“A marzo dell’anno scorso ricevetti una chiamata insolita, era la comunicazione della mia vittoria del Leone d’Oro a Venezia e io ovviamente ci ho riso su, pensando fosse uno scherzo. Ho anche fatto una figura, rispondendo che sarei andato a ritirarlo solo se fosse davvero tutto d’oro. Ma questi continuavano a esser seri e mi sono preoccupato. Come il Leone d’Oro? Chi mi ha trovato?” ha raccontato ridendo Oliver.
Una commissione si riunisce dopo aver scelto i migliori professionisti in vari settori: scienza, musica, spettacolo e così via, dando i premi due volte l’anno al palazzo regionale a Venezia.
“Non ci credevo e mi hanno mandato l’invito ufficiale dopo avermi fatto contattare dal vicepresidente Giorgio Vianello. Sono andato a Venezia per la cena di gala dove ci sarebbe stata la cerimonia della premiazione. Ero andato in treno con la mia compagna e il mio bimbo di sei mesi, non avevo ancora capito la portata dell’evento. Una volta arrivato ho ritrovato Tullio de Piscopo, con il quale ho lavorato in tante occasioni, al quale davano il premio alla carriera e allora lì ho capito”.
A Pistoia tanti sapevano del suo lavoro, c’è chi sapeva anche del premio ma, come spesso accade, nessuno ha voluto rendergli merito.
La vita di Oliver è umile e laboriosa: quando non suona con il suo trio per gli eventi privati, durante il giorno zitto zitto lavora in bottega ad aggiustare i pianoforti con suo padre, e di sera e nel weekend, si chiude in studio di registrazione a comporre musiche per artisti.
“Ho due studi, uno sotto casa, un altro a Sesto Fiorentino, Arte Studio di Franco Poggiali. Sono tra i principali autori della piattaforma online La mia song, dove compongo brani per artisti emergenti e affermati. Preferisco scrivere la musica, infatti lavoro molto bene con il paroliere Remo Elia”.
“Devo tanto a un signore sconosciuto ai pistoiesi ma affermato fuori da qui, Sandro Bartolozzi. Ha più di ottant’anni ma compone ancora musica lounge e disco per l’estero. Un maestro unico e un uomo gentile” ha concluso Oliver.
Unico Leone d’Oro pistoiese, Oliver è anche comparso in diverti film di Pieraccioni come “Ti amo in tutte le lingue del mondo”, “Un fantastico via vai” e ultimamente ha recitato ne “La seconda via” già nelle sale dal 26 gennaio.
Ha collaborato con Tullio De Piscopo, Andrea Agresti, Toto Cutugno, Alessandro Paci.









