mercoledì, Settembre 9, 2026

Quarrata, il Comune invita alla manutenzione dei terreni incolti

QUARRATA – Il Sindaco di Quarrata, Gabriele Romiti, ricorda alla popolazione che è sempre vigente l’ordinanza n. 143 del 16/06/2016. Questa dispone che i proprietari e/o conduttori dei terreni incolti all’interno della perimetrazione dei centri abitati,  dei terreni prospicienti le proprietà pubbliche e di uso pubblico e dei terreni confinanti con abitazioni e loro pertinenze per fasce di cinque metri dai confini, provvedano ad effettuare interventi di pulizia e manutenzione nelle loro aree private, anche per contenere il più possibile il rischio incendio, in considerazione delle alte temperature del momento.

Erano quindi dovuti dalla cittadinanza, entro il 15 luglio: taglio dell’erba, regolazione delle siepi, potature delle alberature e piante, con rimozione dello sfalcio, immondizia e rifiuti in genere. Restano ancora da effettuarsi entro il 30 settembre: escavazione, profilatura, ricavatura, ridimensionamento, spurgo e pulizia dei fossi interpoderali e dei canali di scolo delle acque meteoriche anche superficiali, su tutto il territorio comunale, così da favorire il regolare deflusso delle acque stesse e la loro immissione nei fossi o scarichi principali.

Pulizia e decoro sono prima di tutto delle garanzia di sicurezza e poi un indicatore di corretto senso civico – dichiara Gabriele Romiti, sindaco di Quarrata -. Per questo ho ritenuto utile ricordare alla cittadinanza i doveri imposti da questa ordinanza sindacale del 2016, di sicuro buon senso. Così come colgo l’occasione per ricordare ai proprietari dei terreni confinanti con i fossi di scolo delle strade vicinali e comunali, che, in osservanza del vigente Codice della Strada e relativo Regolamento di Attuazione, spetta a loro anche eseguire i lavori di taglio di erba e pulizia delle scarpate e cigli, profilatura, ricavatura, spurgo e pulizia dei suddetti fossi, sempre entro il 30 settembre di ogni anno” conclude Romiti a commento.

La violazione dell’ordinanza comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 25,82 a euro 516,46.

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