mercoledì, Settembre 9, 2026

Remigrazione, fermare questa deriva prima che diventi normalità

di Rosalba Bonacchi

PISTOIA – In queste settimane è in atto una campagna politica europea e nazionale che ruota attorno al concetto di “remigrazione”.

Il tema è entrato nel dibattito europeo con orientamenti che mettono in discussione diritti fondamentali e principi che si ritenevano ormai consolidati. In Italia, questa impostazione prende forma anche attraverso una proposta di legge di iniziativa popolare che prevede misure di espulsione e deportazione su larga scala di persone considerate non appartenenti alla comunità nazionale.

Non si tratta di un confronto politico ordinario. È in discussione l’idea stessa di società, di ordinamento democratico e di diritti umani.

Anche in Toscana, e in diverse città del nostro territorio, è in corso una raccolta di firme a sostegno di questa iniziativa, a dimostrazione che un simile orientamento, ispirato all’ideologia razzista, sta trovando spazio anche a livello locale.

In questo quadro si inserisce l’uso strumentale e propagandistico di uno spettacolo come “Il mondo al contrario 2 – Remigrazione”, promosso da Roberto Vannacci e previsto prossimamente al Teatro Verdi di Montecatini Terme, che contribuisce a diffondere e normalizzare contenuti e parole d’ordine di questa campagna politica.

Nella giornata di oggi, nel centro di Pistoia, è programmata un’iniziativa pubblica con la partecipazione di un esponente di spicco di CasaPound, organizzazione che si richiama esplicitamente al fascismo, finalizzata a sostenere e diffondere le tesi della cosiddetta “remigrazione”, con la presenza di consiglieri comunali di maggioranza.

Si tratta di un fatto grave, che chiama in causa direttamente la responsabilità delle istituzioni locali. Per questo chiediamo con chiarezza una presa di distanza netta e pubblica e che venga stigmatizzata questa cultura politica razzista,  contraria ai valori della Costituzione, così come le iniziative ad essa collegate.

Siamo di fronte a un disegno coerente, che tenta di rendere accettabili idee incompatibili con i principi della Costituzione repubblicana e che rievocano stagioni drammatiche della storia europea del Novecento.

Come ANPI, associazione che custodisce e trasmette i valori della Resistenza, non possiamo restare in silenzio.

La storia del nostro Paese ci ha insegnato a riconoscere i segnali di pericolo: quando si introducono criteri di distinzione tra le persone legati alla “razza”, alla provenienza o all’identità, quando si propone di allontanare con la forza categorie di persone, quando si alimentano paure per costruire consenso, si imbocca una strada che porta fuori dal perimetro democratico.

Oggi assistiamo a un linguaggio e a pratiche politiche che insistono sulla contrapposizione tra chi avrebbe titolo a stare “dentro la Nazione” e chi dovrebbe essere costretto a “remigrare” fuori, tra chi avrebbe il diritto di appartenere e chi dovrebbe essere escluso in base al cosiddetto “sangue italiano”, alla cultura o al colore della pelle. È una deriva disumana, che alimenta paura e odio e colpisce i fondamenti stessi della convivenza civile.

Per questo l’ANPI di Pistoia assume una posizione netta.

È necessario fermare questa deriva prima che diventi normalità. Oggi difendere la Costituzione significa anche opporsi a questa impostazione e riaffermare i valori di uguaglianza, dignità e diritti che sono alla base della nostra Repubblica.

Di fronte a chi propone esclusione e divisione, noi continuiamo a difendere una società aperta, solidale e inclusiva, fedele ai principi costituzionali.

Allo stesso tempo, rivolgiamo un appello a tutte le cittadine e cittadini che intendano mobilitarsi: il dissenso deve esprimersi in forme pienamente democratiche, nel rispetto della legalità e della libertà di manifestazione del pensiero. È fondamentale non prestarsi a provocazioni o a comportamenti che possano essere strumentalizzati.

La forza dell’antifascismo sta anche nella sua coerenza.

Presidente Comitato Provinciale ANPI Pistoia

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1 commento

  1. I geni alla Vannacci dovrebbero organizzare la remigrazione dei giovani italiani all’estero: in un anno sono emigrati, nella maggior parte verso la Germania, in 156.000 perché in Italia non trovano un lavoro stabile e a condizioni dignitose, non trovano una casa con prezzi e affitti accessibili, non hanno servizi e scuole per la famiglia e l’infanzia, non possono versare contributi per avere una pensione per sopravvivere quando saranno vecchi. Questa è la vera ” remigrazione” urgente per salvare la ” Nazione”, se siete dei veri “Patrioti” invece dìche dei pagliacci ignoranti.

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