di Mauro Banchini
POGGIO A CAIANO – Stamani in quel di Poggio a Caiano (Prato) è accaduto un fatto grave e arretrato: anche nei confronti di una destra normale e oggi al governo dell’Italia (compresa la destra che a Fiuggi disse, sul nazifascismo, cose chiare).
Nel fare memoria della liberazione del paese (4 settembre 1944) la giunta di destra guidata da un sindaco “civico” ha organizzato una cerimonia durante la quale mai sono state pronunciate parole come nazismo, fascismo, nazifascismo, Resistenza. Quasi come se si avesse timore a farlo.
Ma così non si fa Memoria, così c’è il rischio di piegare la storia, così il revisionismo è in agguato, così non si capisce da chi Poggio (e tutte le località liberate prima e quelle che saranno liberate dopo, fino al 25 aprile 1945) siano state liberate grazie alla convergente lotta di Alleati, partigiani e società civile.
Né si capisce chi opprimeva il nostro Paese. Anche perchè quelli che sono stati chiamati “tedeschi” – che con i repubblichini fascisti stavano andando verso la sconfitta – erano, per la precisione, nazifascisti. Che stavano per scatenarsi in atti criminali di una brutalità e disumanità assolute.
Un infortunio, una scivolata, un errore che – ad appena 10 giorni dal centenario dell’assassinio di don Giovanni Minzoni – proprio non ci volevano. Peccato!









