PISTOIA — “Il sindaco Giovanni Capecchi ha annunciato di aver scritto ad ATO Toscana Centro sui disservizi nella raccolta dei rifiuti, chiedendo la verifica delle inadempienze del gestore Plures-Alia e l’eventuale applicazione delle penali del contratto di concessione.

Che il servizio vada migliorato è un fatto, e le responsabilità sono in larga parte di Plures-Alia. Ma il sindaco scrive: “in queste prime settimane ci sono arrivate decine di segnalazioni, le abbiamo raccolte ed esaminate”. Bene: le aveva sul tavolo da settimane. E cosa chiede oggi? Che sia ATO a verificare, e poi si “valuterà”. Quando un cittadino segnala che i rifiuti sono a terra da giorni, la prima risposta la deve dare il Comune: andare a vedere, dare un tempo certo, controllare che l’intervento ci sia stato e dirlo a chi ha scritto.
E si può fare, perché il gruppo lo fa. Dall’opposizione, senza uffici alle spalle e senza poteri di indirizzo: quando un cittadino scrive, la segnalazione viene girata subito all’ufficio competente, seguita fino all’intervento e ricontrollata sul posto, e poi si richiama chi aveva scritto per dirgli com’è andata. E funziona: gli uffici comunali rispondono, si attivano, in molti casi risolvono in poche ore. Il problema non è la macchina comunale, che quando viene messa in moto lavora bene. È che non la mette in moto nessuno in modo sistematico.
È questo che manca, e non è un dettaglio. Non manca la competenza degli uffici, che quando vengono attivati lavorano bene e in fretta. Manca chi tiene il filo: registrazione, inoltro al gestore, verifica dell’intervento, risposta al cittadino. Se ci riesce un gruppo di opposizione con una casella di posta, può riuscirci un Comune con i suoi uffici, il suo protocollo e un contratto di servizio in mano.
Il Comune di Pistoia non è un cittadino qualunque che scrive a un ente lontano: è socio del gestore Plures, e siede — con l’assessore Nesti come delegato — nell’assemblea dei Sindaci di ATO Toscana Centro, cioè proprio l’organismo a cui il sindaco oggi scrive. È il Comune stesso, a un tavolo dove ha voce, voto e strumenti. Le penali per i passaggi non effettuati sono già scritte nel contratto di concessione: al Comune di Pistoia non serve chiedere una verifica, gli basta pretenderne l’applicazione.
Il 30 luglio il Consiglio comunale ha approvato per intero le tariffe TARI 2026 (delibera n. 65/2026), respingendo gli emendamenti dell’opposizione. Tre giorni dopo un consigliere della lista civica del sindaco definiva quel voto «una grande scelta di responsabilità» e annunciava che «ora dovremo continuare con ATO Toscana e con il gestore a ridurre i costi e puntare a un miglioramento del servizio». Quattro settimane dopo, dal Comune arriva una lettera che dice che «così non va».
Al Sindaco chiediamo quattro impegni precisi: riferire in Consiglio comunale quante segnalazioni sono arrivate da luglio, quante prese in carico e con quale esito; adottare una procedura unica con tempi certi, la stessa che qualunque cittadino si aspetta; procedere in ATO e verso il gestore per l’applicazione delle penali già previste dal contratto, senza attendere che sia un altro a stabilire se i disservizi ci sono; rendere pubblica la lettera inviata ad ATO.
Amministrare un servizio non è votarne le tariffe e poi aspettare. È stare addosso a chi lo gestisce tutti i giorni, una segnalazione alla volta. Lo facciamo noi che siamo all’opposizione: non si capisce perché non debba farlo chi ha la responsabilità di governare la città. Ora che i cittadini protestano, quella responsabilità non può diventare il problema di un altro ente”.
Anna Maria Celesti, Capogruppo Forza Italia Amo Pistoia










