di Andrea Massaini*
La Toscana è molto cambiata negli ultimi anni, ma forse ancor di più sono cambiati i toscani. Per questo motivo provare a tracciare un percorso per la rinascita industriale e manifatturiera è un compito molto complesso.

Provo quindi, tralasciando tutte le premesse e le analisi possibili, ad individuare solo alcune traiettorie strategiche.
1) Le nuove energie vitali passano attraverso le donne, i giovani e gli immigrati. Di conseguenza le politiche regionali dovrebbero porre molta più attenzione -oltre che al dato demografico- a queste energie emergenti. Purtroppo fino a quando considereremo i giovani come una risorsa in attesa, gli immigrati un semplice surrogato alla manodopera mancante e le donne una novità ma non un giacimento di capitale umano sottoutilizzato, la Toscana (come tutta l’Italia) non riuscirà a crescere
2) Non esistono posizioni di rendita, economie sicure e privilegi da assicurare. Troppo spesso il nostro sistema, anche economico, si avvolge nella autoreferenzialità. Questo atteggiamento scoraggia tutti coloro che vorrebbero fare impresa, costringendoli ad uscire, spesso all’estero, dove le regole del gioco sono solo dettate dalla competitività e dal merito.
3) Occorre ristabilire una fiducia perduta. Verso la politica, verso le istituzioni, verso le associazioni. Rimettere quei corpi intermedi al loro posto. Non ci scordiamo che hanno avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo economico degli ultimi 20 anni e che oggi invece si sono assolutamente smarrite in crisi di identità e autenticità. Altro che ascolto! Non si cerca nemmeno il primo contatto.
4) Come ritrovare quella “fame” che ha permesso al miracolo italiano di entrare a far parte fra i 7 paesi più importanti al mondo? E’ questa la domanda a cui dovremo maggiormente impegnarci a dare una risposta. E lo dovremo fare molto in fretta se non vogliamo perdere quell’immagine che ancora oggi la Toscana ha nel mondo.
5) Sostenere i cluster, le filiere, i Poli, i distretti che stanno tirando l’economia Toscana. Gruppi di imprese che esaltano ancora quella autenticità dei luoghi, dei territori e delle produzioni che l’Europa ci invidia.
Sono queste, secondo me, le traiettorie che dovremo seguire nel breve periodo per cercare, in un periodo di incertezze e turbolenze, di far emergere coloro che aspirano ancora a fare impresa, a prosperare, a generare nuove progettualità. Perché anche l’incertezza e la precarietà potrebbero diventare opportunità di crescita. Basta volerlo e non piangersi addosso! (SoloRiformisti)
*Dopo una formazione in istituti professionali a Pistoia, inizia a lavorare nelle aziende di famiglia nel settore turistico. Successivamente si dedica alla formazione scolastica ed a quella per adulti nel campo del marketing e comunicazione. Ha diretto per diversi anni la società Pistoia Promuove. Ricopre oggi il ruolo di marketing manager e direttore del Campus, dell’azienda Vannucci Piante. È stato fra i fondatori del primo Consorzio di Promozione turistica e territoriale della città di Pistoia, dell’Associazione g713 pistoia valley e del Polo culturale Puccini Gatteschi, di cui ha ricoperto anche il ruolo di presidente.









