mercoledì, Settembre 9, 2026

Rivoluzione appenninica per dare un futuro alla montagna. Il progetto degli Amici della politica

PISTOIA – L’Associazione Amici della politica di Pistoia presenterà al pubblico, venerdì 3 ottobre, a partire dalle ore 17.30, nei i locali concessi dalla Suore domenicane (piazza San Domenico 2), un progetto complessivo sulla montagna che ha per titolo “Rivoluzione appenninica – Quaderni di analisi e proposte”.

Cireglio

Il progetto si propone di promuovere un approccio culturale diverso alle aree periferiche collinari e montane, nella consapevolezza che il tempo che rimane è ormai poco per tentare di impedire il definitivo spopolamento e l’abbandono ambientale delle terre alte, con irreparabile danno anche per le zone metropolitane.

È, dunque, giunto il momento di prendere in seria considerazione ogni proposta che miri ad invertire una tendenza che va rivelandosi sempre più traumatica per il nostro futuro.

Il progetto complessivo viene promosso da due note associazioni del nostro territorio, “Terra Selvaggia” che ha sede a Sambuca-Castello e “Amo la Montagna” di Castello di Cireglio e prevede la pubblicazione di agili opuscoli, curati da esperti nelle varie discipline, che di volta in volta si occuperanno di aspetti diversi relativi ai molteplici problemi della montagna, proponendo strade da perseguire per risolverli.

Marco Breschi, sindaco di Sambuca Pistoiese (foto Giovanni Fedi)

Il primo tema trattato sarà quello demografico, la cui impostazione verrà illustrata da Marco Breschi, docente di Demografia all’Università di Sassari nonché sindaco di Sambuca Pistoiese.

Si parte da questo argomento perché la demografia parla chiaro: salvo improbabili cambi di rotta, la popolazione italiana dovrebbe passare dagli attuali 58,6 a 35,5 milioni nel 2100 e l’Appennino pistoiese subirà una sorte analoga in tempi ancor più brevi; tra il 2002 e il 2024, si sono avuti quasi 5.000 decessi e circa 1.500 nascite: vale a dire 3 morti per ogni nato. La popolazione dei tre dell’Unione di Comuni Montani Appenino Pistoiese (Abetone Cutigliano, San Marcello Piteglio e Sambuca Pistoiese) è diminuita di oltre il 17% nel primo quarto del nuovo millennio e, senza l’apporto di abitanti provenienti da fuori, scenderà dagli attuali 11mila abitanti a poco più di 3mila. E tra questi ultimi, i vecchi saranno la metà.

I nostri Appennini, dunque, saranno una grande residenza per anziani e, viste le più recenti vicende, priva della S, ovvero senza sanità. Ampie zone, soprattutto quelle più distante dai principali assi stradali, saranno vuote, prive di abitanti. Un fenomeno già oggi in rapida espansione e facilmente verificabile se si sale d’inverno nei paesi e nelle frazioni più isolate.

Senza un cambio di passo, una vera e propria rivoluzione appenninica, il destino sembra tracciato. Il futuro di una comunità è impossibile senza una popolazione. Ecco, dunque, il motivo per cui la questione demografica è decisiva. Nell’immediato è prioritario resistere ovvero lottare per garantire le condizioni essenziali affinché le terre dell’Appenino restino abitate nei prossimi decenni. Al di là di tutte le incertezze, il futuro non è un destino prefissato, ma un risultato delle nostre azioni nel presente. Una semplice verità che la grande politica non ha colto. Resistere oggi per andare incontro a un nuovo futuro con una montagna, non più al margine, ma integrata con i territori forti a partire dalle sempre più vaste e problematiche aree metropolitane, dense di insediamenti ma dissipatrici di beni materiali primari e di biodiversità.

L’evento è aperto al pubblico, ai Sindaci della Provincia ed ai candidati alle prossime elezioni regionali.

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