mercoledì, Settembre 9, 2026

Roberto Chiti e il suo “Teatro Manzoni” in miniatura

PISTOIA – Passando dal negozio di ottica Aligi Bruni non si può non notare in vetrina un oggetto particolare: insieme agli occhiali c’è infatti un piccolo teatro in miniatura.

In realtà è relativamente piccolo perché in scala 1:33, ricchissimo di particolari e di luci. E’ stato realizzato da Roberto Chiti e donato a suo genero Giuseppe Tesi della compagnia Electra Teatro di Pistoia.

Roberto Chiti e alcuni dettaglio della riproduzione in miniatura del Teatro Manzoni nel modellino esposto in vetrina al negozio Aligi Bruni (fotografie di Stefano Di Cecio)

Abbiamo avuto modo di incontrarlo e ovviamente gli abbiamo rivolto alcune domande.

Adesso è in pensione, qual è stata la sua professione?

Lavoravo al Teatro Manzoni nel ruolo di responsabile tecnico del palcoscenico e disegnatore delle luci per le produzioni dell’Associazione Teatrale Pistoiese. 

Per quanto tempo ha svolto il suo lavoro?

Quarant’anni, ho iniziato a lavorare al Manzoni nel 1964 quando il teatro era di proprietà privata, della ditta Ettore Ciapetti. A quei tempi non era solo teatro ma anche cinema con l’unico proiettore per le pellicole 70 mm esistente in città. Il sabato e la domenica c’era anche l’avanspettacolo e il giovedì e venerdì c’era la prosa. La gestione Ciapetti è durata fino al 1971 poi è subentrata la gestione del Comune che ha iniziato a fare dei lavori. Sul finire degli anni Ottanta è passato all’Associazione Teatrale Pistoiese. Da quel momento l’attività è stata esclusivamente teatrale.

Qual è stata la sua carriera professionale?

All’inizio facevo il tecnico luci, montaggio e smontaggio poi ho seguito un corso di illuminotecnica ed altri. Con il passare del tempo sono diventato il responsabile tecnico e disegnatore luci. Facevamo molti allestimenti di lirica all’aperto in piazza Duomo, dopo l’inizio del Festival Blues la lirica fu spostata alla fortezza Santa Barbara. Lì facevamo anche altri spettacoli. L’Associazione Teatrale produceva spettacoli di pregio con attori di nome come Gigi Proietti.

Quando è nata la passione per il modellismo?

A vent’anni, poi cessò perché troppo impegnato dal lavoro, eravamo impegnati dal mattino fino a notte tarda. Il Teatro allora lavorava intensamente, tutti i giorni. L’ATP gestiva inoltre altri teatri per cui ci dovevamo muovere sia nella Provincia che fuori. Ho ripreso il mio hobby quando sono andato in pensione costruendo modelli di nave antiche. Un giorno mio genero mi disse: “invece di fare questi galeoni perché non costruisce un modellino di un palcoscenico di teatro”? Allora mi ci misi e lo feci, non è la riproduzione del Teatro Manzoni è comunque un teatro dell’epoca, concepito come i teatri tradizionali.

Riprodotto in scala?

Sì, il boccascena è lungo 30 cm equivalenti a dieci metri per cui in scala 1:33. Il piano del palcoscenico è di tipo tradizionale, ricostruito come facevano una volta ovvero pieno di botole perché servivano per fare le apparizioni ed ognuna si apre. Nel modellino c’è un particolare, un personaggio che appare appunto da una botola sulla sfondo delle montagne. Sono state riprodotte tutte le quinte, con le corde, i tiranti ecc.

E ovviamente le luci.

Certo, sono luci del periodo in cui erano a bilancia, strutture dove c’erano tante celle ed in ognuna di esse una lampada con un filtro colorato, in passato di vetro sostituito poi nel tempo con le classiche “gelatine”, con il rosso, il blu, il giallo e il bianco. Ci sono anche i proiettori di epoca più recente, quelli di taglio, dall’alto per i particolari, di fondale e di orizzonte. 

Saranno inserite altre caratteristiche?

Sì, il movimento. C’è ancora del lavoro da fare ma ci sarà il sipario storico, cosa che ad esempio il teatro Manzoni non ha ma ce l’ha Pescia. Ci sarà il sipario normale ed entrambi si alzeranno, scenderanno e le luci funzioneranno tutte.

Ancora due settimane per potere andare a vedere questa meraviglia. Successivamente verrà esposto in altri luoghi.

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