PRATO – Venerdì 15 maggio alle ore 20.30 al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci (viale della Repubblica 277), verrà proiettato il film “Rosamaro” del regista Giuseppe Tesi. L’evento è promosso dall’associazione Electra di Pistoia. L’opera è risultata vincitrice del bando “Sviluppo e Cultura 2024” della Fondazione Caript di Pistoia.

Prima della proiezione è prevista un’introduzione al film da parte del regista Giuseppe Tesi e dell’attrice protagonista Valentina Banci e un’intervento di Elena La Greca, del Centro antiviolenza La Nara di Prato. Modera il dibattito Federico Berti giornalista de La Nazione. Del cast fanno parte anche Désirée Giorgetti e Michael Segal.
Ingresso: intero 8 euro, ridotto 6 euro
La trama
Erica Weber, scrittrice di successo, vive distaccata da sé e dalla sua professione fino a
quando si accorge di Ros, intenta a fare le pulizie nella biblioteca dove a breve sarà
presentato il suo ultimo libro. Niente sembra accomunare le due donne se non – ma lo
apprenderemo soltanto dopo – l’inconscia attrazione di una comune violenza subita
che le porterà in seguito a vivere un’intima, ambigua e intensa complicità. Uno
sviluppo narrativo insospettabile, ma fin dalle prime immagini visivamente anticipato
dalla presenza, poi ricorrente, del quadro del pittore Rocco Normanno che raffigura
Giuditta che decapita Oloferne. Un’ immagine di crudo e profetico realismo che
ritorna a più riprese e a cui il regista, insieme a quelle delle opere della citata
Artemisia Gentileschi, si è ispirato per la concezione del film.

Da queste premesse la storia, sorretta dalle pregevoli interpretazioni delle due attrici
protagoniste, Valentina Banci e Désirée Giorgetti, procede fluida ed avvincente.
Ne scaturisce un film che fa profondamente riflettere sulla violenza di genere e sulle
sue devastanti conseguenze divenendo la speculare finzione narrativa di quanto
annunciato dalle testimonianze di donne maltrattate e uomini maltrattanti che ne
anticipano e guidano la visione.
“”Rosamaro” è un film sulla violenza di genere, piaga tristemente presente nelle
cronache quotidiane e all’apparenza, purtroppo, inarrestabile. Un tema difficile da
trattare. Il regista Giuseppe Tesi, pur senza infingimenti, riesce ad affrontarlo senza
farsene dominare e senza scadere in pesantezze didascaliche. A prevalere è così una
narrazione armonica che sa mostrare, con verità e delicatezza le conseguenze
esistenziali provocate da una violenza che sembra destinata continuamente a
ripetersi e che trova echi profondi, e non scontati, nell’intimità della protagonista del
film e di una sua, apparentemente improbabile, alter ego”. (Francesca Simoncini, UniFi)










