PISTOIA – Un piccolo gioiello di architettura e d’arte dalla storia millenaria, finalmente “restituito” alla città e riaperto al pubblico dopo lunghi restauri.
È l’ex chiesa di San Jacopo in Castellare, incastonata tra l’omonimo “sdrucciolo” che scende verso via del Carmine, la Piazzetta delle Scuole Normali dove ha sede l’Archivio di Stato e il giardino “terrazzato” – anch’esso recentemente riqualificato – con il suo bellissimo affaccio su piazza del Carmine e la sua chiesa barocca. Siamo in pieno centro storico, non lontano da dove correva la prima e più antica cerchia muraria della Pistoia medievale, in un’area che, come vedremo, ci ha restituito testimonianze archeologiche millenarie che, “scavando” a ritroso tra le successive stratificazioni, affondano le proprie radici addirittura nell’età romana.

Un luogo particolare, dove si incontrano storia, archeologia, arte, e dove è viva la memoria dei pistoiesi, a partire dall’intitolazione della chiesa al santo patrono della città. Oggi l’immobile, di proprietà del Comune di Pistoia, dopo un processo di restauro e recupero andato avanti per anni è stato reso nuovamente fruibile al pubblico: in questo fine settimana di aprile è stato oggetto di visite guidate gratuite promosse dalla Fondazione Caript e condotte dalla guida turistica professionista Caterina Bellezza, con un ottimo riscontro in termini di interesse e partecipazione di visitatori e curiosi.
D’altra parte in tanti non hanno voluto perdere l’occasione di poter finalmente vedere gli spazi interni rinnovati e musealizzati di questo edificio, la cui ulteriore valorizzazione sarà un’importante sfida per far conoscere a tutti i pistoiesi e anche ai turisti e ai visitatori che vengono in città la presenza di questa testimonianza, autentica “sintesi” della storia pistoiese dall’antichità ai nostri giorni.
In attesa che l’ex chiesa venga adibita a sala per convegni ed eventi, come appare assai probabile dalla futura destinazione d’uso, mentre la struttura adiacente ospiterà la sede e la biblioteca della Società Pistoiese di Storia Patria, fondamentale istituto per lo studio e le ricerche di storia locale, che dopo un periodo di “sede vacante” si trasferirà qui dalla precedente Villa Baldi Papini.

Ma quali sono le origini della chiesa di San Jacopo in Castellare? L’edificio sorge in uno spazio dalla storia antichissima e lo stesso nome Castellare ci ricorda che in questo luogo era presente una fortificazione a scopo difensivo (forse risalente al X secolo), la cui struttura è ancora oggi oggetto di dibattito fra gli studiosi: forse era posta sul circuito delle mura di Pistoia, forse costituiva un baluardo collegato alle stesse.
In ogni caso si trovava in una posizione strategica: infatti la conformazione del luogo è estremamente interessante perché siamo in una zona rialzata rispetto ad altre parti della città, come testimoniato dalla breve ma ripida salita dello “sdrucciolo” del Castellare che ancora oggi percorriamo per arrivare all’antica facciata della chiesa. Qui vicino passava la prima cerchia muraria della città e poco oltre scorreva l’antico corso del torrente Brana, che dava origine a un’area acquitrinosa e paludosa, in seguito bonificata, sopravvissuta nella denominazione della non lontana pieve di San Bartolomeo “in Pantano”.
La chiesa di San Jacopo in Castellare viene di fatto “ricostruita”, cioè costruita su delle preesistenze di età altomedievale, intorno al 1131, epoca alla quale risalgono parte della facciata in pietre bianche squadrate e il portale laterale, oggi rimasto l’unico portale di accesso all’interno della chiesa dopo la muratura e la scomparsa del vecchio portale maggiore sulla facciata. Protetto e coperto dalla nuova struttura realizzata a seguito dei restauri, il portale di ingresso laterale è caratterizzato da una lunetta con una ghiera di marmi bicromi, alberese e serpentino di Prato, disposti secondo una struttura tipica di molte chiese romaniche pistoiesi, lucchesi e pisane. Un particolare, realizzato con grande perizia artistica, che testimonia ancora una volta la grande vitalità artistica e architettonica di Pistoia nel corso del XII secolo e la presenza in città di numerosi cantieri romanici.
Altro aspetto da tenere in considerazione è che al momento della costruzione e della dedicazione della chiesa a san Jacopo la reliquia del santo non era ancora giunta a Pistoia da Santiago de Compostela, perchè arriverà una decina di anni dopo, nel 1144, durante l’episcopato del vescovo Atto. Ciò testimonia la profonda devozione dei pistoiesi per questo santo durante tutta l’età medievale e fa luce su un culto jacopeo che a Pistoia risulta già ben radicato in questi anni, con la “traslazione” della reliquia per opera di sant’Atto a rappresentare la piena legittimazione, a livello religioso e politico, del ruolo importante che stava assumendo la città alla metà del XII secolo.

La prima struttura della chiesa romanica viene poi modificata a metà del Duecento con l’allungamento della navata per un impianto a croce latina, la costruzione di una nuova abside e soprattutto l’inserimento di un transetto laterale, poi demolito, e di cui oggi resta un grande arco di pietra.
Da una porta si accede all’ex chiesa: l’interno ci abbaglia con il suo spazio luminoso, i suoi brani di affreschi alle pareti, il soffitto a capriate lignee e soprattutto il pavimento sul quale è presente uno scavo archeologico a vista che lascia i visitatori a bocca aperta. Abbiamo qui davanti ai nostri occhi, racchiuse in pochi metri quadrati, una serie di stratificazioni che ci permettono di compiere una sorta di “viaggio nel tempo” a ritroso alla scoperta del passato di Pistoia.
Nello scavo si può notare innanzitutto una sorta di viottolo pertinente a degli edifici abitativi: sono le fondamenta di case del I secolo che sono state ritrovate proprio in questo punto, rare testimonianze della Pistoia dell’epoca romana. C’è poi una porzione di muro trasversale, ancora di incerta attribuzione, ma di sicuro riferibile a quella fortificazione dell’VIII secolo, in tarda età longobarda, che darà il nome al Castellare, e dimostra la funzione militare e strategica di questa porzione del territorio urbano di Pistoia per la difesa e il controllo della città. In tale stratificazione urbana e storica attraverso i secoli è poi visibile l’antico abside della chiesa del 1131, molto più piccolo rispetto all’attuale.
Lungo le due pareti e la controfacciata i lavori di restauro hanno riportato alla luce brani e frammenti di affreschi di età successive, anch’essi testimoni delle stratificazioni e dei cambiamenti che questa chiesa ha subito nel corso dei secoli. Gli affreschi più antichi e interessanti sono quelli un tempo commissionati dalle famiglie pistoiesi che di fatto andavano a “comprare” delle porzioni interne della chiesa per avere qui le loro sepolture: inoltre i casati più facoltosi pagavano gli artisti per realizzare affreschi sulle pareti in corrispondenza della tomba di famiglia.

San Jacopo in Castellare era una chiesa molto “ambita” dai pistoiesi e in questa sorta di “competizione” tra le famiglie per avere qui la propria sepoltura non ci si faceva scrupolo a rifare completamente gli affreschi, “cancellando” quelli vecchi e realizzandone di nuovi anche solo dopo venti o trent’anni, a causa di questa continua compravendita dei suoi spazi.
Non sorprende quindi che le più antiche decorazioni aniconiche, dette “velari” e risalenti all’età romanica, siano state poi in gran parte coperte da affreschi successivi a carattere figurativo. Dalla fine del Duecento alla metà del Trecento si vanno quindi a realizzare nuovi affreschi, di cui oggi restano una serie di frammenti che raffigurano una teoria di santi, una Madonna che allatta il Bambino (un tema dell’iconografia sacra molto frequente a Pistoia), una committente e quattro santi tra cui si riconoscono san Nicola, un santo vescovo, la Maddalena e un santo diacono di incerta attribuzione.
Chiude la visita dell’interno l’affresco del catino absidale, realizzato negli anni finali del Trecento, raffigurante un Cristo in mandorla con due angeli, secondo un’iconografia tipicamente medievale, ma che ci colpisce per la grande abilità dell’ignoto artista nella realizzazione del volto dell’angelo destro.

Con le riforme ecclesiastiche attuate dal vescovo pistoiese Scipione de’ Ricci a fine Settecento la chiesa di San Jacopo in Castellare seguì lo stesso destino di molte altre parrocchie pistoiesi, venendo soppressa e usata come laboratorio per la realizzazione di fiocchi e nastri a uso delle vicine Scuole Leopoldine, istituite nel 1782 per l’educazione femminile. La chiesa venne poi riconsacrata come oratorio a servizio delle stesse Scuole, per essere utilizzata infine come officina ed andare incontro a un inevitabile degrado, diventando a un certo punto un vero e proprio rudere semiabbandonato e dimenticato nella memoria dei pistoiesi.
L’auspicio è che queste visite guidate, unite agli interventi già compiuti e a quelli in programma, possano far riscoprire a tutti i visitatori pistoiesi e non la magia di un luogo ricco di storia che forse più di ogni altro testimonia le millenarie vicende artistiche della nostra città.









