FIRENZE – “Con questa manovra di bilancio il Governo Meloni getta definitivamente la maschera: dopo la sanità, la mannaia dei tagli si abbatte anche sulla scuola pubblica. Il Governo scarica le conseguenze delle proprie scelte su tutti: Regioni, enti locali, famiglie, cittadini e studenti. È proprio vero, il peggio arriva sempre alla fine. Quasi 7mila posti in meno tra docenti e personale Ata, che secondo le stime dei sindacati tra il 2027 e il 2028 si tradurranno in Toscana in circa 700 assunzioni in meno. Numeri pesanti, che significano meno risorse umane per garantire la qualità dell’insegnamento, l’inclusione, il sostegno agli studenti e il funzionamento quotidiano degli istituti. È uno schiaffo alle nuove generazioni, proprio mentre migliaia di ragazze e ragazzi si mobilitano per difendere la scuola pubblica, chiedere edifici sicuri e adeguati, un’istruzione di qualità e il diritto di avere voce nelle scelte che riguardano il loro futuro. E il Governo come risponde? Prima con nuove misure restrittive, poi con altri tagli. Anziché ascoltare le richieste degli studenti e investire nell’istruzione, sceglie ancora una volta di ridurre le risorse destinate ai servizi pubblici fondamentali. Non si può pensare che Regioni ed enti locali, da soli, abbiano la forza di colmare i vuoti lasciati dalle scelte del Governo. La scuola pubblica ha bisogno di investimenti e personale. Chi taglia la scuola taglia il futuro del Paese”.
È quanto dichiarano Simone Bezzini, capogruppo Pd in Consiglio regionale, e Simona Querci, consigliera regionale Pd e vicepresidente della commissione Istruzione, formazione, beni e attività culturali, commentando i tagli al personale scolastico previsti dalla manovra di bilancio del Governo.





