giovedì, Luglio 23, 2026

‘Scuola di montagna’ a Sambuca Pistoiese: un laboratorio per immaginare il futuro

di Caterina Benini

SAMBUCA PISTOIESE – Dal 19 al 24 luglio 2026 Sambuca Pistoiese ospita la seconda edizione della “Scuola di Montagna”, un laboratorio dedicato allo sviluppo territoriale delle aree interne e montane promosso da ANCI Toscana e GAL Montagna Appennino, in collaborazione con la Scuola di Economia e Management dell’Università degli studi di Firenze.

L’obiettivo è quello di offrire a studenti universitari e cittadini, un percorso formativo capace di coniugare conoscenze teoriche ed esperienza diretta sul territorio, sviluppando competenze utili ad affrontare lo sviluppo rurale e a cogliere le opportunità offerte dalle comunità montane.

Dopo il successo della prima edizione, svoltasi nel 2025 nel Comune di San Marcello e dedicata alla valorizzazione dei prodotti tipici e del patrimonio del territorio, l’edizione 2026 concentra l’attenzione sulle politiche territoriali, sul ruolo delle reti locali e dei progetti di comunità per valorizzare le produzioni locali, il patrimonio culturale e lo sviluppo turistico delle aree interne.

La Scuola di Montagna è un’esperienza residenziale immersiva con un forte orientamento pratico. Le attività hanno sede presso l’Ostello di Sambuca Castello nel Comune di Sambuca Pistoiese, lungo la Via Francigena, una struttura che ospita i partecipanti in camere condivise e camerate, favorendo così anche la dimensione comunitaria dell’esperienza.

Il percorso ha visto una prima fase online dedicata alla presentazione dei temi, per poi proseguire con la fase residenziale dedicata alla conoscenza diretta del territorio, alle visite sul campo, agli incontri con amministratori, associazioni, imprese e protagonisti dello sviluppo locale. La terza fase sarà dedicata alla stesura di una relazione sulle osservazioni raccolte con le proposte e le strategie per la valorizzazione dei prodotti e dei luoghi.

Il coordinamento scientifico è affidato ai docenti Giovanni Belletti e Matteo Mengoni del Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa dell’Università degli Studi di Firenze, insieme a Giovanna Del Gobbo e Francesco De Maria del Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letteratura e Psicologia dell’Ateneo fiorentino, con la collaborazione di Massimo Rovai dell’Università di Pisa e il tutor scientifico Matteo Mengoni.

Il valore aggiunto della Scuola di Montagna risiede proprio nella sua impostazione: trasformare il territorio in un’aula a cielo aperto. Per cinque giorni gli studenti hanno la possibilità di confrontare quanto appreso durante il percorso accademico con le esperienze concrete di chi vive, amministra e progetta lo sviluppo delle aree montane.

Le visite sul territorio e le testimonianze dirette dei protagonisti fanno comprendere meglio come le politiche di sviluppo locale possano tradursi in progetti capaci di generare nuove opportunità economiche, sociali e culturali.

Il laboratorio rappresenta un’importante occasione di confronto umano e culturale. I partecipanti provengono da percorsi di studio e realtà diverse.

Tra loro ci sono Francesco e Fabiola che hanno scelto di tornare dopo aver preso parte alla prima edizione. Un’esperienza che, raccontano, li aveva convinti già lo scorso anno e che oggi conferma quanto sia importante osservare la montagna con uno sguardo diverso.

“La montagna, spiegano, è uno spazio pieno di possibilità. È una sfida, una scommessa coraggiosa, ma inevitabile se si considera che circa il 60% del territorio italiano è costituito da aree interne e montane. Non possiamo continuare a considerarle territori di serie B o semplicemente la zavorra delle aree di pianura”.

Per i due studenti, il tema dello sviluppo delle aree montane non riguarda soltanto chi vive in montagna, ma rappresenta una questione strategica anche per il futuro delle città.

“Le aree interne e quelle urbane sono strettamente collegate, afferma Fabiola, pensare che il destino della montagna sia marginale significa non comprendere l’equilibrio complessivo del territorio”.

Secondo Francesco e Fabiola, i giovani e le idee non mancano, quello che serve sono gli investimenti e la capacità di immaginare un futuro diverso.

“Bisogna smettere di raccontare la montagna soltanto come un luogo dal quale andarsene, prosegue Francesco, può diventare invece uno spazio da innovare, da abitare e da reinventare”.

Il vero ostacolo, osservano, è spesso culturale. “La paura del cambiamento pesa, in montagna vivono persone profondamente legate alle proprie tradizioni e questo rende più difficile aprirsi a modelli nuovi. La vera sfida è riuscire a tenere insieme tradizione e innovazione, senza perdere l’identità dei luoghi”.

La Scuola di Montagna è un’occasione di incontro con chi questi territori li vive ogni giorno. Tra le testimonianze che hanno maggiormente colpito gli studenti c’è quella di Giuseppe, originario del luogo, che racconta storie di memoria e di vita quotidiana, descrive un tempo in cui il borgo era popolato, le case abitate, quando Castello di Sambuca rappresentava un importante luogo di passaggio e di collegamento lungo l’Appennino.

Oggi, durante l’inverno, nella frazione vivono stabilmente soltanto sette persone, tra cui il sindaco Marco Breschi e la sua famiglia. Un dato che racconta con forza il fenomeno dello spopolamento, ma che allo stesso tempo rende ancora più significativo il lavoro svolto dalla Scuola di Montagna.

“Questa è la montagna pistoiese meno nota anche da parte dei cittadini metropolitani, ha detto Marco Breschi sindaco di Sambuca Pistoiese, la presenza della Scuola di Montagna e l’Università di Firenze testimonia che anche questa parte della montagna esiste, molti pensano che non ci sia nulla ma nel nulla c’è tutto, basta saperlo cercare”.

Proprio dall’incontro tra ricerca universitaria, amministrazioni locali, comunità e giovani potranno nascere nuove idee per immaginare un futuro diverso che parte dalla conoscenza dei territori, dal confronto tra esperienze e dalla convinzione che la montagna non rappresenti un problema da gestire, ma una risorsa sulla quale investire.

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