di Giacomo Martini
ROMA – “Senzatomica” è il titolo di una mostra straordinaria e unica nel suo genere che si propone di “informare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari”, un’occasione determinante per comprendere fino in fondo, fuori da ogni logica strumentale e opportunistica, il dramma che potremmo vivere nel mondo intero se si ricorresse alle armi nucleari.

Purtroppo oggi più che mai alla luce di ciò che stiamo vivendo, la conoscenza dei rischi terribili che potremmo vivere appare come uno strumento informativo fondamentale.
La mostra ripercorre, con riferimenti storici, immagini e testimonianze la storia della bomba atomica a cominciare dal 6 agosto 1945 quando fu sganciata da un aereo USA a Hiroshima. Una bomba nata nel 1942 con il progetto Manhattan, diretto da J.R. Oppeneheimer e con lui molti altri scienziati europei.
“Sapevamo che il mondo non sarebbe stato più lo stesso. Alcuni risero, altri piansero, i più rimasero in silenzio. Mi ricordai del verso delle scritture induiste: ‘Adesso sono diventato Morte, il distruttore dei mondi’. Lo pensammo tutti, credo, in un modo o nell’altro”.

Così lo scienziato tedesco commentò dopo avere visto i risultati devastanti del suo lavoro. 140.000 morti, ma non bastavano, ancora una bomba su Nagasaki, altri 70.000 mila morti: 210.000 totali ma solo per l’effetto immediato della bomba. Nel 1950 si contarono 340.000 morti per gli effetti che seguirono alle due esplosioni.
La mostra romana propone ai visitatori immagini, testimonianze terribili di quei giorni e di quelli a seguire. Il mondo comincia a rendersi conto del terribile rischio a cui potrebbe andare incontro anche per l’inizio della proliferazione delle armi nucleari, in primis l’URSS e poi via via fino ad oggi altri paesi, Cina, Francia, Inghilterra, Corea del Nord, India, Pakistan, Israele Siamo seduti su di una polveriera.
Parallelamente a questa corsa folle alla distruzione, nel mondo è cresciuto un movimento di persone di ogni età, religione, razza, lingua che cerca in tutti i modi di scongiurare questa possibile apocalisse. A cominciare dal 1955 con il “Manifesto Russel-Einstein” fino al Trattato di Non Proliferazione Nucleare (NTP) del 1970. Ma la pace e la stabilità del mondo non possono essere fondate su un falso senso di sicurezza, sulla minaccia della distruzione reciproca su di un falso equilibrio di potere. Era ed è necessario un ulteriore passo che avvenne il 22 gennaio 2021 quando è entrato in vigore, dopo essere stato approvato all’ONU il 7 luglio del 2017, il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari che mette completamente al bando non solo per l’utilizzo ma anche per la produzione, la sperimentazione e lo stoccaggio; 188 i paesi firmatari, esclusi Israele, India e Pakistan.
Tutti questi fatti sono raccontati nella mostra in modo semplice, chiaro e coinvolgente, reso possibile dal lavoro intelligente e didattico di una serie di addetti, in maggioranza femminile, che accompagnano tutti i partecipanti nel percorso della mostra per renderla il più possibile produttiva eticamente e culturalmente.
La mostra dovrebbe essere materia di studio per tutte le scuole.
L’evento che si concluderà il 18 maggio, è promosso dall’Istituto Buddista Italiano, Soka Gakkai e Soka Gakkai International. Partner di roduzione il Politecnico di Milano. La mostra è ubicata in uno splendido edificio dell’Ospedale delle Donne, in piazza San Giovanni Laterano 74.









