di Riccardo Agostini
PISTOIA – L’ingegner Sergio Iorio nelle ultime ore è stato tirato in ballo in alcune interviste comparse sulla stampa locale rilasciate da Leonardo Lavitola, advisor dell’operazione che ha portato alla conclusione del preliminare per la vendita del pacchetto di maggioranza della Holding Arancione, proprietaria del 100% della Pistoiese, in possesso della famiglia Ferrari, all’imprenditore tedesco Stefan Lehmann.

In sostanza l’advisor dice che la nuova proprietà avrebbe già predisposto un suo organigramma, ma che sarebbe disposta ad accogliere a braccia aperte chiunque volesse entrare come socio di minoranza per il bene della Pistoiese.
Ebbene, l’ingegner Iorio, come era successo nella trattativa con la famiglia Ferrari che aveva portato all’accordo per il rafforzamento della squadra raggiunto il 22 dicembre, la sera della partita contro l’Olbia, chiede garanzie. Garanzie a fronte del suo investimento e per il bene della compagine arancione, della quale è tifoso. Altrimenti non se ne parla.
“Confermo – sostiene Sergio Iorio, nel suo messaggio – che il signor Lehmann non mi ha mai contattato personalmente. Ho letto e sentito attraverso le parole del dott. Lavitola che non sarebbe contrario che io (o chiunque altro) mettessi soldi a condizione di non aver nessun diritto, su progetto, obiettivi e persone.
Se si legge il mio post su Facebook del 31 dicembre, si vede subito che senza obiettivi e valori comuni, ovvero senza conoscere gli obiettivi e le ragioni dell’investimento del signor Lehmann e le persone che gestiranno la Pistoiese, io mi sono già messo da parte”.
Se non ci sono queste condizioni, in sostanza, lui non ci sta. Poi termina con un’altra frase significativa e che ne delinea ancora meglio i contorni.
“Quella che il dottor Lavitola definisce favola (la passione per la Pistoiese fin da bambino) – conclude – è una favola condivisa a Pistoia da tante persone che credono nella mia stessa favola. Quale è la favola del signor Lehmann?”





