mercoledì, Settembre 9, 2026

Serravalle. Nell’ex oratorio inaugurata la mostra “La forza del rispetto”

di Caterina Benini

SERRAVALLE – Nell’ex Oratorio della Vergine Assunta, a Serravalle Pistoiese, è stata inaugurata la mostra “La forza del rispetto”, curata dall’artista Barbara Pratesi, presidente dell’associazione “I colori nel silenzio”, e patrocinata dal Comune di Serravalle.

Gli artisti protagonisti della mostra

Presenti, oltre a molti amici e agli artisti che hanno risposto all’invito di Pratesi, il vicesindaco Alessio Gargini, Ilaria Gargini assessore alla cultura e Benedetta Vettori assessore allo sport.

Il compito di presentare tutti gli artisti, le cui opere saranno esposte dalle 17 alle 20 nell’ex oratorio fino a domenica 30 novembre, è stato affidato all’architetto Stefano Veloci.

L’inaugurazione della mostra

“Parlare di violenza di genere è urgente, vitale ma non è certo semplice – ha detto Veloci -, vedere il rispetto solo come un sentimento è riduttivo, rischia di farlo passare come qualcosa animato dall’irrazionalità invece per praticare il rispetto bisogna metterci la testa perché è la chiave di volta per vivere con gli altri”.

Veloci ha preso in prestito le parole di Gino Cecchettin, il padre di Giulia, pronunciate durante la seduta della commissione femminicidio.

Cecchettin non chiede “più punizioni e leggi più dure, la giustizia serve, ma arriva sempre dopo, l’unica risposta duratura alla violenza è l’educazione al rispetto, all’empatia, alla libertà reciproca e questo può avvenire solo nella scuola, luogo dove si formano le persone, non solo gli studenti. La violenza di genere viene spesso raccontata come un’emergenza ma non lo è, è un fenomeno strutturale radicato nella nostra cultura, nei linguaggi, nei modelli di relazione, negli stereotipi che continuiamo a tramandare. Non possiamo delegare ai tribunali quello che spetta alla scuola, alla famiglia, alle istituzioni culturali, è nelle aule e nei luoghi di formazione che possiamo insegnare ai ragazzi a riconoscere la violenza, prima che si trasformi in gesto, prima che diventi tragedia”.

14 gli artisti presenti con quadri, fotografie e sculture, uniti per dire “No” a ogni forma di violenza.

Maria Pia Spolidoro ha dipinto “Una ferita che non si rimargina mai”, Simona Tesi “Fragilità”, Valeria Banchieri “Brutti ricordi, semi di un rispetto preteso”, Fabio Carmignani “I nostri sguardi”, Tiziano Baldi “Coscienza”, Giada Marchillo “Silenzi interrotti”, Ginevra Ballati “Di spazio, pensiero e ricordi (Ondina)”, Veronica Marini “Il buio nella luce”, Beatrice Giannini “Vite spezzate” e Barbara Pratesi, perfetta padrona di casa, “Rosa di sangue”, una tela di denuncia.

Le fotografie portano la firma di Fabrizio Antonelli con “Il grido silenzioso” e Andrea Alfieri con “Non tutti”.

Presenti alla mostra anche due sculture realizzate dagli artisti Alessandro Gonfiantini con l’opera “Sei il coltello” e Michele Fabbricatore con “Europa e Zeus”.

Molto suggestiva l’atmosfera creata sotto il loggiato davanti all’ex Oratorio con le candele che Barbara Pratesi ha chiesto di portare a ogni artista: una luce per spezzare il buio del silenzio.

A tutti gli artisti presenti e a coloro che hanno collaborato per la buona riuscita del progetto, la curatrice Pratesi, ha donato una scarpetta rossa come simbolo della lotta culturale alla quale nessuno è sottratto perché come ha ricordato la pittrice: “Ogni presenza, ogni contributo, ogni gesto ha reso più vivo il messaggio che volevamo portare, che contro la violenza si può rispondere con consapevolezza, con bellezza, con cultura”.

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