PISTOIA – Da maggio 2016, cioè da sette anni e mezzo, nel Centro di accoglienza di Vicofaro funziona un servizio gratuito di alfabetizzazione organizzato e svolto da insegnanti volontari. Hanno frequentato circa quattrocento migranti in grande maggioranza giovani africani, ma hanno partecipato ai corsi di lingua italiana anche donne strappate alla tratta e giovani migranti non accolti/e nelle strutture della chiesa.

Va sottolineato che la frequenza è stata sempre molto diversificata: infatti, mentre alcuni frequentano saltuariamente, altri sono assidui raggiungendo un buon livello di padronanza della lingua fino a conseguire l’attestato di L2. Va inoltre detto che le urgenti necessità lavorative fanno sì che il possesso della lingua non sia considerato da molti migranti tra le priorità.
Nonostante le numerose problematiche, l’insegnamento della lingua non è mai stato sospeso dai volontari, né nel periodo estivo né durante il Covid, se non per alcuni mesi.
Questo lavoro utile e costante, nonostante abbia rappresentato un prezioso servizio alla città, non ha mai avuto alcun riconoscimento né aiuto economico da parte delle istituzioni, come del resto il Centro di accoglienza sottoposto ad ogni forma di attacchi.
“I ragazzi africani che accogliamo, non sono numeri, ma hanno un volto, un nome, una storia, un sogno. Nell’incontro con Mohammed, Soulayman, Baboukar, Kevin, Moussa, si realizza, attraverso il rapporto didattico e educativo (sempre fondamentale con dei giovani lontani dalle loro famiglie), soprattutto uno scambio umano, che arricchisce tutti. Dare la parola ha significato non solo arricchire il vocabolario italiano dei nostri allievi, ma fornirli anche di una capacità critica che permetta loro di usare il linguaggio per confrontarsi con il mondo interagendo e integrandosi nella società”.
La nota richiama poi le bellissime parole del grande maestro don Lorenzo Milani, che resta un punto di riferimento:
“In Africa, in Asia, nell’America latina, nel mezzogiorno, in montagna, nei campi, perfino nelle grandi città, milioni di ragazzi aspettano di essere fatti eguali… Ogni popolo ha la sua cultura e nessun popolo ce n’ha meno di un altro. La nostra è un dono che vi portiamo. (da “Lettera a una professoressa”)
Mauro Matteucci, Marisa Salabelle, Sandra Torrigiani, Chiara Francavilla, Anna Pacella, volontari/e impegnati/e nell’insegnamento della lingua italiana nel Centro di accoglienza di Vicofaro







