FIRENZE – Sontuoso. Perdonerete una dose di sano entusiasmo, ma non ci sono altri aggettivi per descrivere il calciomercato che quest’estate sta conducendo la Fiorentina del presidente Giuseppe Commisso e del direttore sportivo Fabio Paratici, dopo una stagione difficile e tribolata e in vista di un nuovo campionato che si aprirà proprio nella ricorrenza del centenario della società gigliata.
Un appuntamento fondamentale per la storia della Fiorentina e dell’intera città di Firenze, che nelle intenzioni della dirigenza viola non sarà solo l’occasione per ricordare il passato e rinverdire le pagine più gloriose della secolare storia della Fiorentina, da sempre segnata da alti e bassi, tra poche ma sentite soddisfazioni e tante delusioni cocenti, ma sarà anche un momento per ribadire una certa discontinuità con quanto avvenuto nelle ultime stagioni e per proiettare la Fiorentina verso un futuro ambizioso.

Come nel famoso quiz di Mike Bongiorno, la famiglia Commisso lascia o raddoppia? Perché questo è stato l’interrogativo che aleggiava nei mesi scorsi in casa viola, quando, a salvezza ormai acquisita dopo una stagione vissuta per larghi tratti in piena zona retrocessione e segnata dalla scomparsa del presidente Rocco Commisso, tra i tifosi e gli addetti ai lavori ci si domandava se la proprietà avesse l’intenzione di mollare e di mettere in vendita la società oppure di rilanciare il progetto viola su nuove basi e con nuovi protagonisti.
L’arrivo di un direttore sportivo di livello e di esperienza internazionale come Paratici, divenuto fin da subito operativo e al quale la dirigenza ha affidato le chiavi per la ricostruzione della squadra, ha fatto capire che in vista della prossima stagione la strada era tracciata: a livello tecnico e di rosa doveva essere rivoluzione e rivoluzione è stata, con dieci acquisti (considerando anche i riscatti obbligatori di Brescianini e Fabbian, arrivati in viola nello scorso mercato di gennaio, ma la cui permanenza non è a oggi sicura) e un mercato in entrata che non è ancora ufficialmente chiuso e che potrebbe regalare qualche altra sorpresa da qui a fine mese.
Per puntellare la difesa, una delle note dolenti della passata stagione, sono arrivati i i due centrali Viery e Dragusin; nuova energia sulle fasce laterali con il giovane Valdepenas, uno dei tanti talenti sfornati dalla cantera del Real Madrid, e con il ritorno in Italia di Jimenez dopo la passata esperienza al Milan; preso anche un elemento duttile come Joao Mario, in cerca di riscatto e di rilancio dopo un’ultima stagione non esaltante con le maglie di Juventus e Bologna; a centrocampo un’autentica rivoluzione con l’innesto di due elementi di assoluto livello come il ventenne ivoriano Inao Oulai, già ammirato al Mondiale con la maglia della sua Nazionale, e il francese Atta, reduce da eccellenti prestazioni con la casacca dell’Udinese e tra i centrocampisti più cercati e seguiti anche dalle big del nostro campionato.
E poi c’è lui, il centravanti argentino capace di accendere l’entusiasmo e la fantasia dei tifosi e di richiamare alla mente un altro attaccante albiceleste che in maglia viola ha scritto pagine indelebili, restando per sempre nel cuore di tutto il popolo viola. L’arrivo a Peretola di Franco Mastantuono, oltre a rappresentare un vero e proprio capolavoro di trattativa sportiva con una formula capace di conciliare un ingaggio piuttosto pesante con la sostenibilità finanziaria delle casse viola (il giocatore arriva in prestito secco per un anno con una parte dell’ingaggio pagata dal Real Madrid e un premio finale alla Fiorentina per la sua valorizzazione), costituisce un colpo capace proprio di far scattare nei tifosi viola, dopo tante amarezze e delusioni, un ritrovato entusiasmo e la voglia di essere presenti e di abbracciare un talento che ha ancora molto da dimostrare ma che proprio in maglia viola potrà giocare con maggiore continuità e rilanciarsi dopo un anno in chiaroscuro con la pesante casacca dei blancos.
Cori, applausi, selfie e la voglia di immortalare un momento che potrebbe essere storico: un entusiasmo del genere non si registrava a Firenze da molto tempo e per trovare accoglienze simili bisogna andare indietro di anni, alla Fiorentina targata Della Valle con una rosa che poteva vantare elementi di alto livello come Joaquin, Borja Valero, Rossi e Gomez. Una squadra forte, progettata per il “grande salto”, che poi non si concretizzò per una serie di infortuni e di condizioni sfavorevoli, e che in tanti a Firenze si augurano che possa ritornare con l’arrivo di giocatori talentuosi, motivati e “affamati”.
Con una trattativa serrata e ben architettata il direttore sportivo Paratici, una volta intuita l’apertura del Real a mandare la sua giovane stella a giocare in prestito per un anno, è riuscito a battere una nutrita concorrenza e a convincere la dirigenza madridista e soprattutto l’entourage del giocatore che Firenze sarebbe stata la piazza ideale per far sbocciare definitivamente il suo talento, nell’auspicio che possa accadere quanto negli ultimi due anni è successo a Nico Paz al Como.
Sta quindi nascendo in queste settimane una nuova Fiorentina, certamente meno “italiana” rispetto a quella delle ultime stagioni, con una linea che privilegia giocatori già con esperienza internazionale e in grado di alzare fin da subito il tasso tecnico della squadra: in questo senso Paratici sta cercando di operare un mix equilibrato fra giovani talenti in rampa di lancio e giocatori in cerca di nuove motivazioni, ma tutti accomunati dalle grandi potenzialità a livello tecnico, sulle quali dovrà essere bravo il mister Grosso a lavorare per amalgamare la squadra e far scendere in campo una Fiorentina competitiva già dalle prime giornate di campionato.
L’obiettivo adesso è integrare i nuovi arrivi nel sistema di gioco, creare una squadra compatta e dalla mentalità offensiva, e, a livello di calciomercato, concentrarsi sulle cessioni dei giocatori ai margini del nuovo progetto tecnico e che non rientrano nei piani dell’allenatore. E cercare di fare cassa, per poi avere le risorse a disposizione nel compensare eventuali partenze. Se dovesse salutare Piccoli, gli occhi sono già puntati su Pellegrino del Parma, mentre un’eventuale cessione di Gudmundsson aprirebbe le porte al norvegese Thorsvedt del Sassuolo, giocatore molto apprezzato da Grosso che lo ha allenato nell’ultimo biennio.
Ma non sono da escludere colpi a sorpresa: mai come quest’anno c’è curiosità, voglia e attesa di andare al Franchi e veder scendere in campo la Fiorentina, che debutterà in gare ufficiali il prossimo 14 agosto in casa nel turno preliminare di Coppa Italia contro la vincente della sfida fra Ravenna e Benevento.









