SAN MARCELLO – “Dopo la Pediatra, che ha lasciato l’incarico pochi giorni fa, adesso è il turno del medico di famiglia.

Infatti il dr. Brizzi, stimato professionista che ha fino ad oggi coperto un’estesa zona della Montagna ed è stato un punto di riferimento di tantissime famiglie, dal 1 ottobre andrà in pensione. L’Asl, con uno scarno comunicato ai pazienti del medico aveva avvisato di recarsi al Cup per il cambio: le persone si erano sentite rispondere che l’unico medico disponibile aveva il proprio ambulatorio all’Abetone, provocando rabbia e contestazioni.
Veniamo a conoscenza (dalla stampa locale) che, per rimediare all’ennesima, gravissima falla del sistema, l’Asl ha chiesto ed ottenuto dalla Regione Toscana l’autorizzazione ad innalzare la quota assistiti a 1800 persone.
Riteniamo che la toppa sia peggiore del buco: abbiamo da sempre sostenuto che già la quota di 1500 “pazienti” ci sembrava eccessiva perché riteniamo umanamente impossibile per un medico riuscire a garantire un servizio di cura ed assistenza adeguato per tutti ma in particolare per le persone fragili come i non autosufficienti, gli ammalati cronici, gli invalidi e gli anziani in generale.
Lo Spi della Montagna e lo Spi provinciale da anni ha messo in guardia ed avanzato proposte su queste problematiche, ma senza essere ascoltato.
I cittadini della Montagna si sentono, a ragione, considerati l’ultima ruota del carro: oltre alla situazione dell’Ospedale, ormai ridotto al lumicino, alla carenza delle strutture territoriali e di personale medico e paramedico, al ridimensionamento e riduzione degli ambulatori specialistici, avviene di fatto la riduzione e lo sconvolgimento del servizio di un presidio sanitario quale è il medico di base.
Chiediamo alle Autorità competenti di prendere immediatamente le necessarie decisioni. Intanto lo Spi Cgil della Montagna effettuerà un’azione di protesta, in occasione della seduta del Consiglio Comunale che si terrà a San Marcello venerdì 27 settembre alle 17,30, pur essendo consapevoli che questa situazione non dipende dal Sindaco del Comune di San Marcello Piteglio.
La colpa semmai ricade sulla convenzione nazionale fra i Medici di Medicina Generale e la Sanità Pubblica. Anche l’ultima convenzione nazionale, firmata pochi mesi fa, non solo ha risolto i problemi ma li ha ulteriormente aggravati.
I medici di famiglia rimangono liberi professionisti pagati dal servizio sanitario pubblico a cui però possono dire di no a qualunque richiesta. Occorre modificare l’accesso all’università di Medicina, occorrono maggiori finanziamenti per le Università e maggiori risorse per assumere più medici di famiglia e pediatri.
Chiediamo, convinti che stiamo dalla solita parte, all’Amministrazione comunale di San Marcello Piteglio di unirsi a noi ancora una volta per protestare di fronte a questo nuovo attacco al diritto alla salute dei cittadini della montagna pistoiese. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare”.
SPI CGIL Pistoia -Montagna Pistoiese


