di Marzio Dolfi
CASALGUIDI – Come succede sempre quando c’è di mezzo la discarica del Cassero, gli incontri si fanno incandescenti. E questa volta non poteva esserlo meno del solito, visto che il gestore Herambiente si prepara ad avere il via libera per un ampliamento dei conferimenti di 356.000 metri cubi, destinato ad allungare la vita dell’impianto di tre (forse quattro) anni.

Tutto partirebbe da un calcolo sbagliato quando nel 2007 fu autorizzato l’ampliamento del Cassero. I tecnici di Hera parlano di “atto dovuto” per rimediare a quell’errore. L’impianto non cambierà né ampiezza né morfologia. Ma la gente della zona si vedrà passare ancora per anni sotto il naso camion di rifiuti speciali.
Un bel problema, al quale si associa una singolare “stranezza”: perchè né il gestore, né la Regione, né il Comune hanno detto niente di quello che da mesi si stava preparando? Perchè il Comitato della Discarica e, attraverso il suo silenzio i cittadini, è stato tenuto all’oscuro?
Attorno al Cassero ci sono stati spesso, insieme alle mille polemiche, troppi silenzi.
Nell’assemblea aperta che si è svolta nel palazzo comunale di Casalguidi si è respirato un clima pesante, in cui sono venuti fuori più dubbi che certezze.
Erano presenti molti cittadini, associazioni, la minoranza in consiglio comunale con il Pd in prima fila, che ha puntato il dito sull’operazione, chiedendo soprattutto chiarezza. Stizzita la risposta del vicesindaco e assessore all’ambiente, Federico Gorbi. Per un singolare gioco delle parti la coalizione di centrodestra che governa Serravalle è ora quella che difende l’allungamento della sua vita del Cassero. Eppure nella campagna elettorale che la portò al potere si era presentata come quella che avrebbe fatto chiudere la discarica, minacciando anche gesti clamorosi, come incatenarsi ai cancelli dell’impianto.
Le catene non si sono viste.
Le polemiche sono continuate anche nelle prime prese di posizione: Rifondazione Comunista di Serravalle chiede se “si tratta veramente di un errore, fatto a suo tempo oppure altro”. E invita l’amministrazione comunale, per il futuro a “rendere pubblico qualsiasi variante anche se potrebbe essere giudicata irrilevante e di vigilare attentamente sulla corretta amministrazione e uso”.
Anche Elena Bardelli, per “Serravalle Civica”, sottolinea che nell’assemblea “il Comitato Cittadino per la Discarica, l’Amministrazione Comunale ed Herambiente non hanno convinto nessuno”. E, “per ora”, dice di soffermarsi “sulle gravi dichiarazioni del vicesindaco riguardo al rifiuto della nostra petizione”. Una grave scorrettezza per la quale è partita una lettera al sig. Prefetto di Pistoia e al Segretario Comunale.
Sono solo le prime scintille di una polemica che avrà di sicuro altri sviluppi.
La lettera aperta al Prefetto di ‘Serravalle Civica’
Oggetto: richiesta urgente di chiarimenti.
“La sottoscritta Elena Bardelli, referente e fondatrice di “Serravalle Civica”, espone quanto segue.
Il 15 aprile scorso il sig Sindaco – come è stato precedentemente segnalato- ha respinto la nostra petizione, sottoscritta da 205 cittadini, a favore della revisione della convenzione tra ente comunale e gestore della Djscarica di Fosso del Cassero per l’attribuzione di maggiori funzioni di vigilanza al Comitato Cittadino per la Discarica (ex Comitato di Controllo). La motivazione addotta era che le richieste contenute nella petizione sarebbero.già presenti nella convenzione, anche se ciò – come abbiamo dimostrato- non risulta corrispondente a verità.
Ieri sera, nel corso della assemblea pubblica indetta dal Comitato Cittadino per la Discarica, il vicesindaco ha affermato apertamente, davanti ai presenti, che la nostra petizione è invece stata respinta in quanto occorrerebbero 200 firme e che delle 205 presentate 14 non sarebbero valide, fornendo quindi una versione diversa da quella offerta dal sindaco.
Quando, alla fine dell’assemblea, un esponente di “Serravalle Civica”, in presenza della sottoscritta, gli ha fatto notare che lo Statuto Comunale di Serravalle Pistoiese prevede per la petizione 100 firme, il vicesindaco ha risposto che la nostra non è una petizione ma una proposta, per la quale sono previste 200 firme, e che così si sarebbe pronunciato il Segretario Comunale.
La sottoscritta però conserva ed è in grado di esibire la corrispondenza intercorsa tra sé medesima e il Segretariio Comunale, a cui fu inviato il testo della petizione prima di iniziare la raccolta delle firme e che ci dette le indicazioni necessarie sulle procedure da intraprendere, tra l’altro messe tutte quante in pratica. Il Segretariio Comunale non espresse allora nessuna contestazione in merito.
Chiediamo pertanto che il Sindaco e il Vicesindaco forniscano urgentemente chiarimenti e spiegazioni. A questo punto devono rispondere in maniera univoca e pubblica per quale motivo la petizione sia stata respinta. Coloro che hanno sottoscritto la petizione hanno diritto di avere una risposta certa e definita.
Ci sia concesso anche deplorare simili atteggiamenti da parte di persone che rappresentano le istituzioni: nessun cittadino merita di essere trattato così, in special modo chi si impegna per il bene del Comune e della collettività”.
Dott. ssa Elena Bardelli







