PISTOIA – Mercoledì 20 maggio alle ore 21 (ingresso libero, prenotazioni gradite al numero 3498044120) va in scena presso Artevaria Forum de La Capannina di Bottegone (strada statale fiorentina n. 626) lo spettacolo “Sinfonia delle nevrosi” scritto e diretto da Alessandro Lucarelli.
Nel cast Claudia Cardelli, Tamara Corazza Shirley, Alessandro Lucarelli, Simone Masi, Carolina Molvero, Moreno Scoscini, Elena Soverchia, con musiche e voce di Chiara Guarducci.
C’è un teatro che non ha bisogno di grandi scenografie per colpire lo spettatore. Gli basta la parola, il corpo, la voce. E soprattutto, gli basta mettere in scena ciò che spesso si preferisce evitare: le nostre fragilità, le ossessioni quotidiane, le dipendenze emotive, le nevrosi che governano silenziosamente la vita di tutti i giorni.
È questo il terreno su cui si muove Sinfonia delle nevrosi, scritto da Alessandro Lucarelli, uno spettacolo corale che attraversa registri diversi ma resta sempre fedele a un’unica domanda: quanto siamo davvero liberi nelle nostre azioni, e quanto invece vittime dei nostri automatismi?
L’opera si presenta come una raccolta di monologhi e quadri teatrali uniti da un filo rosso molto chiaro: la solitudine contemporanea. Dai conflitti familiari alle relazioni tossiche, dall’insonnia alla paura della morte, dal giudizio sociale alle dipendenze, ogni episodio costruisce un frammento di umanità riconoscibile, a tratti comico, a tratti doloroso. Il risultato è un mosaico di voci che racconta individui imperfetti, contraddittori, spesso incapaci di comprendere fino in fondo se stessi.
Uno degli aspetti più interessanti dell’intero progetto è il modo in cui il testo non giudica mai apertamente i suoi personaggi. Non ci sono eroi, non ci sono mostri: ci sono persone. Persone che sbagliano, si raccontano bugie, si feriscono e cercano, ciascuna a modo proprio, di restare in piedi. Questo approccio rende lo spettacolo particolarmente adatto a un pubblico ampio, perché non impone una morale ma invita a riconoscersi, magari anche con un certo disagio.
Il linguaggio è vivace, immediato, fortemente teatrale. A tratti tende al poetico, a tratti al grottesco, e proprio in questa oscillazione trova una parte della sua forza. Sinfonia delle nevrosi è un lavoro che ha il coraggio di guardare in faccia le contraddizioni dell’essere umano e di farne materia scenica.
In un panorama in cui il teatro rischia spesso di cercare l’effetto più che il contenuto, questa proposta sceglie una strada diversa: quella della confessione, dell’ascolto, della messa a nudo. E forse è proprio qui il suo valore più grande. Perché, alla fine, le nevrosi di cui parla non sono soltanto quelle dei personaggi. Sono anche le nostre.










