FIRENZE – Dal 23 marzo 2022, data della pubblicazione del decreto della Presidenza del consiglio dei ministri, con la quale si è appresa l’approvazione del progetto di un nuovo insediamento militare all’interno dell’area Parco di Migliarino San Rossore, si rincorrono dichiarazioni che, trasversalmente da parte del mondo associativo, condannano questo intervento giudicato inopportuno per ubicazione e impiego di risorse.
Distinguo, dichiarazioni di condanne e prese di distanza, seppur con accenti e sfumature diverse, sono arrivate anche dal mondo politico, anche se all’indomani di un processo partito ormai più di un anno fa e rimasto in sordina fino ad oggi.
Secondo alcune dichiarazioni, rilasciate a mezzo stampa dall’Arma dei Carabinieri in merito alle polemiche sollevate dalla notizia, si lascia intendere, inoltre, che ci siano poche possibilità di posizionare l’intervento al di fuori dall’area protetta per esigenze di carattere logistico.
Troviamo che sull’argomento, però, continui a permanere uno stato di poca trasparenza utile solo ad alimentare lo scambio di reciproche accuse tra forze politiche a livello nazionale e locale. Slow food Toscana esprime la propria contrarietà ad ogni ipotesi di intervento in area protetta a scapito, oltretutto, di superfici agricole produttive.
Riteniamo che le scelte di destinazione delle risorse pubbliche dovrebbero avere ben altre priorità, soprattutto in questa fase storica, all’indomani della pandemia da SARS-cov-2 e nella contingente rappresentazione della fragilità dei nostri sistemi totalmente dipendenti dalle fonti energetiche estere tanto quanto da concimi e pesticidi provenienti dalle aree interessate dal conflitto Russia – Ucraina che tanto stanno preoccupando il mondo delle produzioni primarie.
Slow Food Toscana è dell’idea, insieme a tante altre associazioni, che quanto sta accadendo nel Mondo dovrebbe spingere, invece, in direzione di maggiori investimenti utili e necessari a rendere veramente più resiliente l’agricoltura e, più in generale, il sistema produttivo. Chiediamo alla Regione Toscana una presa netta di posizione che salvi le prerogative della tutela del territorio e delle tipicità e che spingano nella direzione di intensificare le azioni di tutela delle filiere produttive primarie, l’investimento nelle aree interne, il consolidamento di pratiche di agricoltura sostenibile, il potenziamento degli investimenti in energie rinnovabili affinché si esca dagli slogan e le si attuino azioni concrete verso la transizione ecologica ad ogni livello, regionale e nazionale.
Slow Food Toscana










