di Beatrice Beneforti
PRATO – E’ iniziata ieri, venerdì 21 ottobre, la XVI edizione della rassegna Jazz Sounds on Friday al Circolo La Libertà di Prato.
La serie di concerti è nata da un’idea di Roberto Carlesi e Carlotta Vettori con il sostegno e la collaborazione di Franco Falci, presidente del circolo.
“Partiti da niente e senza risorse, i primi live erano in una piccola sala del circolo fino a quando non è venuta a sentirci Fabiola Gestri della ditta Costelia e ha deciso di finanziarci. Grazie a lei ho potuto allargare la panoramica dei musicisti, tant’è che sono riuscita a portare qui Eugenio Colombo, Marco Colonna, Ares Tavolazzi e altri personaggi di spicco nazionale.

Negli ultimi anni propongo come ultima esibizione della rassegna, un’orchestra: c’è stata l’orchestra di Bolognesi, l’orchestra di Morgera, l’orchestra di Santarnecchi e in questa edizione ci sarà la Rainbow Orchestra diretta da Duccio Bertini con special guest Emilio Soana, trombettista della RAI di Milano” ha raccontato Carlotta Vettori.
Entrare in una sala di un circolo della periferia di una vivace città come Prato, vederla gremita di appassionati e ascoltare un concerto di inediti come quello di ieri sera di Francesco Zampini Trio (composto da Zampini alla chitarra, Marco Benedetti al contrabbasso e Andrea Beninati alla Batteria) è stato sorprendente.
Questa rassegna porta sul palco – insieme alla convinzione di difendere il ruolo fondamentale della musica nella cultura di una società – tutte le difficoltà proprie di fare concerti nelle province e questo, unito al talento e al livello alto dei musicisti, restituisce al pubblico il senso di fare musica.
“Nella musica ci credo davvero e, nonostante la mancanza di finanziamenti pubblici, cerco di mantenere sempre alto il livello dei live ma è molto frustrante e difficile” continua Vettori.
Sul palco ieri sera abbiamo ascoltato il disco di Zampini “Unknown Path”: un live di due set dove nella pausa Vettori confessa al bassista Benedetti: “continua a stare male, con il tuo contrabbasso fai poesia”.

Tutto estremamente vero ma anche Zampini ha fatto qualcosa di magico: ha composto, da chitarrista solista, un album che rispetta tutte le parti che lo accompagnano mettendole in risalto dandogli tanto spazio quasi quanto quello riservato, solitamente, alla chitarra.
Un concerto, quello di ieri, tenuto magistralmente insieme dalla precisione salda ma anche visionaria della sezione ritmica di Beninati, che partito in sordina insieme al contrabbasso di Benedetti, è arrivato a essere anche lui protagonista necessario alla narrazione dell’album di Zampini.
Un trio composto perfettamente che fa brillare lo studio intenso richiesto dal jazz e la gioiosa sperimentazione, legata anche alla giovane età, dei tre musicisti.
Il prossimo concerto sarà venerdì 28 ottobre con il Quintetto Alkold: Alberto Capelli chitarra classica, composizione, Eugjen Gargjola violino, Silvia Dal Paos violoncello, Gabriele Rampi contrabbasso, Stefano Rapicavoli percussioni.
Ogni concerto inizia alle 21.30; il costo del biglietto è di 10 euro.









